Gran parte del finanziamento è arrivato dai proventi del gioco del Lotto Oggi l'ufficialità. I lavori di restauro cominciati nel 2001 sono costati tre milioni e mezzo di euro San Vito al Tagliamento San Vito si riappropria del suo passato: oggi apre ufficialmente il Castello. Da questa mattina alle 11, infatti, il Castello apre come sede museale del territorio con l'esposizione di opere di grandi artisti friulani in occasione della 16. rassegna dedicata all'arte contemporanea, seconda edizione di Palinsesti. I lavori di restauro, iniziati nel 2001, sono costati circa 3 milioni e mezzo di euro. All'inizio del nuovo millennio, fu il Comune che acquistò da un'immobiliare svizzera e dall'Ater di Pordenone i locali ormai in stato d'abbandono. A fornire al Comune il grosso della cifra fu lo Stato (con 6 miliardi delle vecchie lire). «Un finanziamento possibile grazie ai soldi provenienti dal gioco del Lotto - ricorda l'assessore ai Beni e alle Attività culturali, Antonio Di Bisceglie, al tempo parlamentare -. Mi battei personalmente affinché la riqualificazione del Castello godesse dei benefici di una legge, il cui impianto risale al 1997, che prevedeva il reinvestimento dei soldi che lo Stato incassava dal Lotto per restaurare beni storico-archiettonici. E, unico caso in regione all'epoca, lo Stato diede il via libera erogando la somma necessaria ai lavori di ristrutturazione». A metterci la restante parte fu la Regione che sovvenzionò il Comune anche per 1,8 miliardi di lire per acquistare l'antico maniero. Il tempo aveva segnato profondamente il Castello che in alcune parti presentava anche dei crolli. Un restauro portato avanti dal Comune di San Vito, sotto l'egida di Paolo Zampese che, in collaborazione con Fabiola Molinaro, ha seguito da vicino, come direttore, i lavori del Castello. Durante la riqualificazione è stato dato particolare risalto alla lettura stratificata. L'edificio risale al 1200 e venne inizialmente pensato come rocca a scopo difensivo; nel tempo la struttura è stata ampliata fino a prendere i connotati di Castello diventando prima residenza del Patriarca di Aquileia e poi della famiglia Altan. Tre i lotti che hanno permesso di far riemergere il Castello dall'oblio e che hanno permesso di recuperare gli 800 metri quadrati al coperto. Nel corso dei lavori, sono riemersi numerosi lacerti pittorici (compreso lo stemma degli Altan caratterizzato dalle tre teste di leone) e, tra le curiosità, è stata ricostruita una scalinata interna "copiandone" il disegno da un affresco presente in una sala.
SAN VITO AL TAGLIAMENTO Il Castello riapre e diventa museo
Il Castello di San Vito al Tagliamento è stato riaperto come sede museale dopo lavori di restauro che hanno costato circa 3,5 milioni di euro. I lavori, iniziati nel 2001, sono stati finanziati in parte dallo Stato (6 miliardi delle vecchie lire) e in parte dalla Regione (1,8 miliardi di lire). Il Castello, che risale al 1200, è stato ampliato nel tempo e ha avuto diverse destinazioni, tra cui residenza del Patriarca di Aquileia e della famiglia Altan. Durante i lavori di restauro, sono stati riemersi numerosi lacerti pittorici e sono state ricostruite alcune strutture, come una scalinata interna.
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