LO SPONSOR La copertura intorno al Caval 'd brons mi sembra gentile e aggraziata «La pubblicità sul Caval 'd brons? Per noi è stata la prima e unica volta, non ne avevamo mai fatte di questo genere. Si è detto di sì perché si trattava di piazza San Carlo e poi stiamo per compiere centanni, unoccasione un po speciale». Alfredo Fagnola è titolare del negozio di orologi in via Gramsci 15 pubblicizzato - su un fondo scuro preziosi orologi svizzeri - sul lato del cantiere del monumento che guarda verso piazza Castello. E interessato al dibattito sullimpatto giudicato a volte eccessivo della pubblicità sui monumenti e ci tiene a fare alcune precisazioni: «Prendiamo il caso di piazza San Carlo: se non ci fossero i cartelloni, si vedrebbe il ponteggio intorno al monumento, una sorta di cubo metallico che impedirebbe allo stesso modo la prospettiva da piazza Castello. I pannelli non fanno che coprire il cantiere. Tra il vedere dei tubi di ferro e una pubblicità, propendo ancora per la seconda ipotesi». Naturalmente, continua Fagnola, cè pubblicità e pubblicità: «La nostra è gentile, aggraziata, non la trovo impattante. Né potrebbe occupare meno spazio, dal momento che le misure del cantiere sono quelle». Fagnola sostiene però che il restauro del monumento a Emanuele Filiberto andava fatto prima: «La piazza è stata occupata per tanto tempo da uno scavo, perché non togliere allora la statua dalla piazza, depositarla magari a Palazzo Madama, così la gente avrebbe potuto ammirarla per bene, e poi restaurarla altrove, come è stato fatto a Roma per il Marco Aurelio? Su una cosa sono daccordo, quel cantiere, pubblicità o meno, disturba la vista della piazza. Bisognava pensarci prima, quando finalmente la piazza era pronta e il parcheggio concluso, è partito questo nuovo cantiere, ai cittadini non ha fatto certo piacere, anche perché va avanti da quasi un anno, tempi e forme potevano essere diversi. Il problema insomma è rappresentato dal cantiere, non dalla pubblicità». (m. p.)