A febbraio del 2008 saranno passati due anni dalla morte di Veronica Giunta, 17 anni appena, una vita finita contro il muro di via dei Lecci tornando da una serata di Carnevale. Il rischio è quello di un altro drammatico anniversario senza che la situazione, rischiosa, della strada sia mutata di una virgola. O meglio di un sasso, visto che l'oggetto del contendere è l'annosa questione della rimozione o meno dello storico muro. L'ultima puntata di questa triste telenovela tra enti è l'incontro di ieri mattina tra l'assessore Fabrizio Manfredi e il presidente del parco, Giancarlo Lunardi. Entrambi assistiti dai legali degli enti che rappresentano. C'era da decidere come agire nei confronti della Sovrintendenza che, a fine luglio, ha imposto uno stop all'iter già concordato tra Comune e Parco. Accogliendo la segnalazione arrivata da Italia Nostra di un progetto, di provenienza comunale, che salverebbe sicurezza della strada e muro stesso. «Ci sarebbero i motivi per aprire un contenzioso«, ha spiegato al termine della riunione il presidente del Parco, ma la strada scelta per il momento «è quella di chiedere un incontro urgente alla Sovrintendenza». Per capire se l'ente sia o meno disposto a fare un passo indietro, concedendo il via libera ai progetti del Comune per l'allargamento di via dei Lecci. «Per quanto riguarda l'azione intrapresa da Italia Nostra - spiega Manfredi - non so proprio a quale progetto facciano riferimento». Immediata la risposta di Antonio Dalle Mura, rappresentante locale dell'associazione ambientalista: «L'abbiamo consegnato all'ingegner Raffaelli, a capo dei lavori pubblici e all'assessore all'ambiente, Anna Poletti. Non è nostro, ma dell'ex dirigente del settore urbanistica del Comune, oggi in pensione». Ciò chiarito, Dalle Mura ammette di non essere convinto «che solo facendo di via dei Lecci un'"autostrada" si possa limitare la velocità. Anzi, direi il contrario, vista l'esperienza di chi vive in zona. E, comunque, perché intanto non ricorrere ai semafori con telecamera per fare la multa agli eccessi di velocità, così come si fa in buona parte del Nord Italia?». D.F.