L'intervento Dalla mia esperienza, ormai abbastanza lontana, di sindaco, ho imparato a conoscere e ad apprezzare il valore dell'autonomia degli enti locali, in particolare dei Comuni che hanno profonde radici nella storia del nostro Paese e nella cultura dei cittadini. E in questo valore continuo a credere profondamente, così come nella capacità di questi enti di essere il livello di governo più vicino ai bisogni delle persone e del territorio, quello dove è più alta la possibilità di esercitare la partecipazione democratica, l'espressione delle esigenze, la valorizzazione delle potenzialità, dove in modo privilegiato si costruisce il senso di cittadinanza e di appartenenza a una comunità. E tuttavia, di fronte alle inchieste che in queste settimane La Provincia sta conducendo sulla sorte del territorio e delle rive del lago (e molti scempi li vediamo anche altrove), come sui costi delle strutture amministrative (lo stipendio del segretario di Dongo o i due comandanti per i quattro vigili di Cernobbio) mi chiedo cosa si sia rotto nel senso di responsabilità politica degli amministratori verso i propri elettori e verso la conservazione di patrimoni che appartengono non solo a chi vive all'interno dei confini comunali, ma a tutta la collettività se non, come nel caso del nostro lago, all'umanità intera. Nel nostro tempo l'ambiente e il paesaggio sono diffusamente avvertiti come straordinaria risorsa di arricchimento culturale e di sviluppo economico mentre l'eliminazione degli sprechi della spesa pubblica è dichiarata da tutti nel nostro Paese una priorità assoluta per uscire dalla drammatica e costosa realtà di un gigantesco debito e rispondere ai bisogni complessi e articolati della società. Su questi principi dovrebbe essere incardinato lo spirito con cui gli amministratori costruiscono le proprie decisioni. Molto dipende dalla cultura, dalla sensibilità, dall'etica pubblica, dalla responsabilità, di chi governa le istituzioni locali. I casi che emergono negativamente non rispecchiano l'intera realtà delle autonomie che sanno spesso esprimere, anche nel nostro territorio, molti esempi di virtuosità e di buon governo. Ne sono prova gli esempi positivi riportati nell'ambito dell'inchiesta del vostro giornale. Ma se la conservazione del paesaggio e l'uso corretto e equo delle risorse economiche sono un bene di tutti e per tutti, occorre un sistema di regolazione normativa nazionale e regionale che garantisca che l'autonomia locale si eserciti all'interno di un quadro di riferimento certo e rispettoso di quei principi. Non è da oggi che assistiamo a fenomeni di saccheggio del territorio; di nuovo c'è che ci stiamo avviando verso un punto di non ritorno se Giovanni Puglisi, presidente della Commissione nazionale Unesco per l'Italia, ha lanciato l'allarme sul rischio che il nostro Paese perda il primato per numero di siti riconosciuti come patrimonio dell'umanità, mentre la Spagna, che è seconda, è pronta a superarci. I provvedimenti che l'attuale Governo sta varando e che il Parlamento discuterà nei prossimi mesi possono essere l'occasione per costruire queste condizioni di sistema: il Codice delle autonomie, il PdL sul federalismo fiscale, il Codice dei beni culturali e del paesaggio, sono strumenti che possono ridisegnare il sistema di competenze dei diversi livelli amministrativi e di governo. Alcuni temi credo che nel corso dell'iter di questi provvedimenti debbano essere affrontati: 1) La coerenza tra funzioni da svolgere e risorse disponibili al di là di quelle derivanti da attività edilizia. Oggi la pressione del mercato immobiliare sui comuni è fortissima, e trova deboli resistenze anche perché le entrate che ne derivano servono per il finanziamento di attività essenziali. Ciò è tanto più importante per i comuni piccoli dei territori montani e del lago, dove invece la conservazione ambientale e paesistica è da considerarsi un patrimonio dell'intera comunità. 2) Il sistema dei controlli sugli enti locali e la funzione dei consigli comunali: se è importante salvaguardare la capacità di decisione dell'ente, non è tuttavia possibile che la correttezza degli atti sia verificabile solo tramite l'accesso ai tribunali amministrativi 3) Una programmazione urbanistica costruita nel quadro di piani paesistici che definiscano un sistema di tutele e di opportunità in grado di contemperare esigenze di sviluppo con la tutela del paesaggio e dei beni artistici, storici, antropici. 4) Riduzione della frammentazione istituzionale e dimensionamento sovraccomunale di alcune funzioni programmatorie e amministrative: comuni di poche centinaia di abitanti stanno redigendo piani di governo del territorio che non hanno senso per il limitato ambito di riferimento,con costi spropositati. 5) La definizione dei servizi minimi, in particolare nel campo sociale e dell'istruzione, che ogni comune è tenuto a garantire, e la proporzione tra servizi erogati e costi della macchina amministrativa. Nel pacchetto di norme che il Governo sta predisponendo si affrontano molte di queste questioni. Dal Parlamento dovranno arrivare contributi ulteriori. Ma anche la Conferenza Stato - Regioni e le Associazioni dei Comuni dovranno essere in grado di contribuire a questo percorso, con l'obiettivo di raggiungere un equilibrio virtuoso tra rispetto delle competenze e dell'autonomia - garantite dalla Costituzione - e salvaguardia di interessi generali. Non ultima penso sia essenziale un'azione di promozione della cultura del territorio. Il dibattito che si è aperto nell'ambito delle meritorie inchieste de "La Provincia" è un primo importante contributo lungo questo percorso che tutti coloro che hanno responsabilità pubbliche devono sentirsi in dovere di continuare. parlamentare Ds
COMO - Qualcosa si è rotto nella cultura dei sindaci
Il sottosegretario di Stato per la politiche territoriali, Giovanni Puglisi, ha lanciato un allarme sul rischio che l'Italia perda il primato per numero di siti riconosciuti come patrimonio dell'umanità. Il presidente della Commissione nazionale Unesco per l'Italia ha sottolineato che la Spagna è pronta a superare l'Italia in questo campo. Il testo discute l'importanza dell'autonomia degli enti locali, come i Comuni, e della loro capacità di esercitare la partecipazione democratica e di valorizzare le potenzialità del territorio. Tuttavia, il testo critica gli amministratori locali per la loro mancanza di responsabilità e per il saccheggio del territorio.
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