Sopralluogo della Soprintendenza per valutare il ritrovamento avvenuto durante i lavori di restauro. Ora si deciderà cosa fare Sotto all'intonaco del salone del piano nobile è apparso un dipinto sul soffitto che viene attribuito a Giovanni Battista Canal «Palazzo Angeli diventerà il palinsesto della pittura del '700 e dell'800». Parola dell'architetto Giovanni Cagnoni, consulente artistico e storico della ditta Opra costruzioni a cui è stato affidato l'appalto del restauro interno dell'edificio. L'impresa del rodigino Roberto Neodo, durante le indagini conoscitive e diagnostiche effettuate prima di iniziare l'intervento, ha portato alla luce un importante opera d'arte. Sotto l'intonaco del soffitto del salone centrale del piano nobile, proprio sopra il ballatoio dove un tempo suonava l'orchestra per i ricevimenti importanti e le feste dell'aristocrazia, è stato scoperto un enorme affresco raffigurante il carro di Apollo attribuito a Giovanni Battista Canal, nipote del più famoso Antonio Canal detto "Canaletto". Si tratta quindi di un'opera di pregiata levatura, seppure di uno spessore limitato, di un pittore che ha operato fino ai primi dell'800 in Veneto, soprattutto in ville private a Scorzé e Noale, oltre che in Friuli. Un'opera che va ad aggiungersi dunque ad un impianto decorativo che include altri artisti della scuola del Canaletto e che completa l'intero impianto iconografico del salone, dove a scene dei mestieri e di vita quotidiana si aggiungono elementi mitologici di Orfeo e Euridice.A fianco la "sala blu", che probabilmente era la stanza da letto dei nobili Angeli, riporta sul soffitto un "cammeo" attribuito al pittore neoclassico Vincenzo Gazzotto, mentre le decorazioni delle pareti sono dell'artista bellunese Giovanni de Min che realizzò l'affresco del piano nobile del caffé Pedrocchi di Padova. Saranno inoltre restaurate la statua della Concordia e i due putti all'ingresso e sulle scale dello scultore Pietro Muttoni, figlio del più famoso Lorenzo, che scolpì le statue di Geremia e di Mosé in San Zeno e le 20 statue che adornano il Duomo di Santa Sofia di Lendinara. Ieri il titolare dell'impresa Roberto Neodo e l'architetto Giovanni Cagnoni hanno effettuato un sopralluogo con la sovrintendente Martelletto, il progettista e direttore dei lavori, l'architetto veneziano Ettore Vio, i responsabili degli uffici tecnici dei Lavori pubblici del Comune per mostrare lo stato dell'arte delle indagini sugli interni del palazzo prima di avere il via libera all'intervento. «Si tratta del secondo stralcio definitivo di un'opera che il Comune ha appaltato - spiega l'architetto Vio - grazie al finanziamento della fondazione Cariparo, che completerà il primo stralcio dell'esterno concluso ormai da 10 anni. Il soffitto dove è stato scoperto l'affresco aveva grossi problemi statici ed abbiamo dovuto metterlo in sicurezza con delle travi, ma sarà prima consolidato e poi restaurato. Saranno riportate alla luce le pareti in marmorino di molte sale coperte da intonaco e anche i portali in pietra di Vicenza oggi tutti verniciati». Palazzo Angeli, grazie ad un accordo tra Comune e Università, diventerà la sede di Giurisprudenza per cui saranno ricavate due aule da 100 posti, due da 60 e 6 da 30. Non saranno realizzati dunque laboratori e il salone centrale, in tutta la sua magnificenza, diventerà l'aula magna, la sala di rappresentanza del Comune per cerimonie pubbliche importanti oltre che la sede della proclamazione delle lauree. L'intervento di restauro, finanziato per tre milioni di euro ancora nel 2004 dalla Fondazione, a cui va aggiunto il miliardo e mezzo di vecchie lire per l'esterno, durerà per almeno due anni vista la delicata opera di recupero di tutti gli affreschi e decorazioni custoditi all'interno e da 25 anni tenuti nascosti alla città.
Scoperto un affresco prezioso all'Angeli
Il palazzo Angeli, in corso di restauro, ha visto il ritrovamento di un affresco attribuito a Giovanni Battista Canal, nipote del famoso pittore Antonio Canaletto. L'opera, raffigurante il carro di Apollo, è stata scoperta sotto l'intonaco del soffitto del salone centrale del piano nobile. Il dipinto è stato attribuito al pittore del '700 e dell'800 e si tratta di un'opera di pregiata levatura. Il palazzo, che sarà completato con la realizzazione di due aule da 100 posti, diventerà la sede della Giurisprudenza dell'Università.
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