Lo conferma l'ultima vicenda, quella relativa allo spostamento di un mosaico di Domenico Purificato, che vede ancora una volta sovrintendenze diverse che si "palleggiano" le competenze. La lettera del 25 maggio scorso di Rifondazione comunista, per esempio, non era stata bene indirizzata. Trattandosi di un mosaico, a firma di Domenico Purificato, ci si doveva rivolgere alla Sovrintendenza ai beni storici ed artistici. La lettera di Umberto Barbato, segretario del circolo "Peppino Impastato", è arrivata comunque sul tavolo della Sovrintendente per il Patrimonio storico artistico ed etnoantropologico del Lazio, Rossella Vodret. La quale, in data 16 agosto, ha risposto. Il segretario del Prc aveva chiesto delucidazioni sullo spostamento del monumento ai caduti, dovuto ai lavori in corso a piazza De Gasperi. In particolare, chiedeva «se siano state poste in essere tutte le formalità e le procedure per ottenere il consenso allo spostamento delle opere», consistenti nello stesso «complesso monumentale» di Purificato, di «un cippo funerario composto da una colonna ed altri reperti di epoca romana». La soprintendente regionale Vodret risponde testualmente: «Interessato il Comune dei lavori in oggetto l'ingegner De Renzi dirigente ai lavori pubblici del Comune ci ha contattato telefonicamente comunicandoci che la competenza riguarda la Soprintendenza per il Beni Archeologici del Lazio, la quale ha rilasciato nel mese di luglio 2007, tutti i permessi di legge». Quindi è il Comune a stabilire a chi spetti la sorveglianza sui beni beni archeologici, architettonici ed artistici di Fondi? E a che titolo? Tra l'altro la sovrintendente Nicoletta Cassieri chiamata in causa ha replicato: «Non è vero. Non ho rilasciato nessun permesso di legge». Ed aggiunge che nel cantiere si stanno effettuando per la prima volta sondaggi archeologici. Ma, di autorizzazioni a spostamenti di monumenti, eccetto «quello dato a voce» per la colonna romana, non se ne parla proprio. Adesso, quindi più che mai l'amministrazione di Palazzo San Francesco, che non risponde ai quesiti di partiti, organizzazioni e cittadini, ha il dovere di far conoscere la sua versione dei fatti. In un paese dove si cancella la firma autografa sulla lunetta dell'ex chiesa di San Domenico di Cristoforo Scacco e dove il commando dei vigili ritiene di non dover interpellare la Sovrintendenza ai Beni Architettonici per l'installazione dell'apparecchio di videosorveglianza su una torre originaria del castello Caetani è il minimo che si possa pretendere.
Le competenze sui monumenti continuano a essere un rebus a Fondi.
La Sovrintendente per il Patrimonio storico artistico ed etnoantropologico del Lazio, Rossella Vodret, ha risposto a una lettera del segretario del Prc, Umberto Barbato, che chiedeva delucidazioni sullo spostamento di un mosaico di Domenico Purificato. La lettera di Barbato aveva richiesto informazioni sulle formalità e le procedure per ottenere il consenso allo spostamento delle opere, ma la Vodret ha risposto che la competenza riguarda la Soprintendenza per il Beni Archeologici del Lazio, che ha rilasciato i permessi di legge nel 2007.
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