A rischio la zona di Monte Caprino Numerosi cedimenti. Recintata l'area La rupe capitolina frana e si cerca di correre ai ripari con urgenti lavori di consolidamento, in passato già si erano verificati numerosi cedimenti di masse tufacee. Ora la situazione si sta facendo più grave, anche a causa della estrema friabilità della roccia, e sul Campidoglio è scattato l'allarme. A rischio è la rupe capitolina sul lato di Monte Caprino, quello che da su piazza della Consolazione, dove stanno prendendo il via i lavori di consolidamento, sotto l'egida dell'assessorato alle politiche culturali del Comune di Roma, condotti dalla Soprintendenza. «Lavori quanto mai urgenti - spiega il soprintendente ai beni culturali del Comune di Roma Eugenio La Rocca - perché le condizioni rischiano di diventare drammatiche». Il soprintendente non nasconde la preoccupazione per una .situazione che negli ultimi tempi si sta facendo davvero preoccupante. «Si sono registrati diversi distaccamenti della pietra -spiega La Rocca - che devono essere contenuti anche per l'incolumità della gente. La natura tufacea del colle non aiuta. È una pietra friabile, che non si consolida nel tempo, e le superfici tendono a sfarinarsi. L'azione della pioggia, poi, accentua questi distacchi. Bisogna anche considerare che negli anni Trenta il Campidoglio è stato isolato, sono state demolite tutte le case sulle pendici, cosa che ha reso la rupe separata dal contesto cittadino. Pertanto il colle ha solamente pareti di tufo. Una condizione che tre anni fa è stata già affrontata con lavori sulla rupe sotto la Terrazza Caffarelli». Lo stesso sovrintendente ridimensiona l'allarme: «Nessun pericolo di frana della rupe. Lavori e interventi di tal genere sono all'ordine del giorno». «L'appalto dei lavori è stato già aggiudicato e fra tre mesi partiranno gli interventi - avverte Porfirio Ottolini, dirigente dell'ufficio tecnico dell' edilizia monumentale della soprintendenza comunale - Intanto la zona è stata completamente recintata e interdetta al pubblico. Con un costo complessivo di circa 1,3 milioni di euro, i lavori termineranno entro la primavera del 2009». Articolato è l'intervento di consolidamento: «Questa porzione di rupe capitolina è caratterizzata dalla presenza di grottoni scavati nella roccia - racconta Ottolini - ai cui lati emergono ancora muri in laterizio originari di vecchie costruzioni demolite negli anni Trenta. Il nostro intervento mira a rafforzare tutte queste murature che oramai fungono da contenimento della rupe». Ma si lavora anche a livello del terreno mediante «incate-namenti con tiranti orizzontali laddove la terra è di riporto», spiega Ottolini. Particolare attenzione anche alla roccia tufacea che, continua il dirigente dell'ufficio tecnico dell'edilizia monumentale della soprintendenza comunale, «verrà consolidata con malte idrauliche stuccate dello stesso colore, in modo da evitare che schegge di tufo si stacchino ulteriormente e cadano giù. Lì c'è un'altezza di venti metri e la caduta può essere pericolosa». Inoltre, l'obiettivo è anche di ripristinare il belvedere di Monte Caprino con affaccio sul Foro: «Con questi lavori - conclude Ottolini - consolideremo anche il terrapieno che sostiene i giardini della rupe sul lato di Monte Caprino per riaprirli al pubblico».
Il Campidoglio perde pezzi
La zona di Monte Caprino è stata recintata a causa di numerosi cedimenti di masse tufacee. La rupe capitolina è stata isolata negli anni Trenta con la demolizione di case sulle pendici, rendendo il colle separato dal contesto cittadino. I lavori di consolidamento sono in corso e sono stati aggiudicati un appalto di circa 1,3 milioni di euro. L'intervento mira a rafforzare le murature e a consolidare la roccia tufacea con malte idrauliche. La zona è stata interdetta al pubblico e gli interventi dovrebbero terminare entro la primavera del 2009.
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