Ho molto apprezzato la serie di articoli che ha finalmente messo a fuoco i disastri paesaggistici che stanno avvenendo sul nostro lago. Dalle opinioni raccolte tra conoscenti e vostri lettori ho riscontrato che la campagna di informazione e sensibilizzazione promossa ha suscitato interesse e consensi. Se un dubbio resta, leggendo interviste, pareri e opinioni su temi di così grande interesse collettivo, è la latente impressione che tutti questi problemi siano appannaggio di un ristretto numero di protagonisti, quasi che si trattasse di vicende private sulle quali alcuni singoli personaggi dibattono. Questo è il reale problema: la tutela del paesaggio lariano, la trasmissione alle generazioni future della insostituibile risorsa di un patrimonio storico, culturale e antropologico legato alla bellezza è soprattutto un problema collettivo. Dov'è l'opinione dei cittadini, degli abitanti di questi luoghi progressivamente trasformati e rapinati? Come e dove si esprime l'opinione pubblica su un patrimonio che è pubblico? Le associazioni che per fondazione e statuto si preoccupano della tutela del patrimonio culturale e paesaggistico, Italia Nostra, Il Fai, LegaAmbiente, lassociazione Ville Storiche Lariane, gli ambientalisti e i verdi di ogni ordine e grado perché non scendono in campo? Ma soprattutto perché gli abitanti di ogni singolo paese non esprimono la loro opinione sulla evoluzione e trasformazione che viene data ai loro luoghi ed alle loro tradizioni? Quando la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico culturale paesaggistico non è sufficientemente esercitata dalle leggi, deve farsi sentire la Società civile, in un aperto, franco e democratico dibattito di opinioni: da esso dipende la consapevolezza, almeno, di quello che ci sta succedendo.