Le mura ai primi posti nell'agenda comunale. L'assessorato ai lavori pubblici inserisce tra le sue priorità la riqualificazione e valorizzazione della cinta muraria. Dopo anni di degrado e abbandono, le mura riprenderanno, negli anni, l'antico splendore cinquecentesco o almeno così spera il Comune. E in questo progetto impegnativo, l'assessore ai lavori pubblici, Giovanni Viale, ha trovato un compagno d'eccezione, la fondazione Cassa di risparmio di Pisa. Tutto questo nel contesto di una città in piena trasformazione con il trasferimento dell'ospedale a Cisanello, i progetti per il Santa Chiara e per le caserme. La valorizzazione delle mura sarebbe la ciliegina sulla torta. Comune e Fondazione lo sanno bene e si impegnano a programmare interventi e investire risorse, per quanto è nelle loro possibilità. Ieri hanno sottoscritto un protocollo per la realizzazione di un progetto di interventi condivisi che, nella migliore delle ipotesi, potrebbe portare anche all'apertura al pubblico di alcuni tratti dei sei chilometri di mura. Del resto Fondazione e Comune interventi sulle mura li hanno già fatti. L'assessorato ai lavori pubblici si è occupato del tracciato da porta del Leone a via San Ranierino e di quello nelle vicinanze di piazza delle Gondole. La fondazione, da parte sua, si è fatta carico del restauro del tratto fra il bastione Stampace e l'Arno. Ma questo protocollo farà la differenza. Permetterà, infatti, di definire un quadro di riferimento per gli interventi che, se approvato dalla Soprintendenza, darà il via ad azioni mirati per il recupero delle mura. Sia il Comune, sia la Fondazione, potranno farsi carico anche singolarmente di opere di restauro e questo abbrevierà i tempi, visto che la fondazione non deve sottostare agli obblighi burocratici e a tutte le norme per le gare pubbliche che è tenuta a rispettare la pubblica amministrazione. Uno dei primi interventi a carico del Comune sarà l'abbattimento del deposito d'acqua dell'Enel in largo Degazia, subito dopo il ponte della Cittadella. «Non sarà facile - commenta Cosimo Bracci Torsi, presidente della fondazione - restaurare le mura, né economicamente né concettualmente. Proprio a ridosso delle cinta, infatti, ci sono costruzioni e case di privati. I pisani dovrebbero collaborare». Di soldi e tempi il Comune e la fondazione non ne parlano ma ammettono che quelche errore di comunicazione è stato fatto. «Abbiamo realizzato alcuni interventi - spiegano - ma molti non lo sanno» e si riferiscono in particolare al camminamento dalla torre Santa Maria a quella del Catallo, aperto da tempo, ma sconosciuto ai più. Un protocollo, dunque, niente di più per ora, a cui potrebbero far seguito idee niente male, come quella che tra le righe, lancia l'architetto del comune, Marco Guerrazzi: riaprire alcune porte delle mura e mettere in comunicazione via del Brennero e San Zeno attraverso aree verdi e giardini.
PISA. Piano per restaurare le mura della città
Il Comune di Pisa e la Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa hanno sottoscritto un protocollo per la valorizzazione e riqualificazione della cinta muraria della città. Il progetto prevede l'intervento di entrambe le parti per definire un quadro di riferimento per gli interventi di restauro e recupero delle mura. Il Comune si occuperà di interventi sul tracciato da porta del Leone a via San Ranierino e di quello nelle vicinanze di piazza delle Gondole, mentre la Fondazione si occuperà del restauro del tratto fra il bastione Stampace e l'Arno.
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