Ruspe ed escavatori al lavoro ad Aquabona. Prende corpo il progetto che rientra in un piano urbanistico approvato dal consiglio di Cortina nel luglio dello scorso anno Il piano prevede la costruzione di quattro case. La più grande, con tredici appartamenti, è destinata al Comune (Dim)Escavatori e camion sono al lavoro ad Acquabona, all'ingresso sud di Cortina, per demolire il grande edificio della colonia alpina Ancillotto, un tempo di proprietà della Provincia di Venezia, dopo essere stato caserma della finanza della vicina dogana austroungarica. Il volume di quel grande stabile, e della sottostante casetta, per un totale di 10.775 metri cubi, verrà trasformato in quattro condomini, con una quarantina di appartamenti. Il progetto rientra in un piano urbanistico che ha avuto un cammino travagliato. Dopo l'acquisto all'asta del complesso, la società Giemme costruzione di Roma firmò una convenzione con il comune di Cortina, il 18 aprile 2000; l'accordo prevedeva che ai privati rimanesse il 70 del nuovo complesso residenziale, con la cessione al comune del 30. Questo accordo è stato ripreso da un piano urbanistico attuativo votato il 30 marzo 2006 dalla giunta comunale e definitivamente approvato dal consiglio comunale il 6 luglio dello scorso anno. Il piano prevede la costruzione di quattro case. La più grande, per un volume di 3.245 metri cubi, con tredici appartamenti, andrà al comune, che ne potrà disporre come meglio riterrà. Le altre tre case rimarranno alla società privata Ancillotto, subentrata nel frattempo alla Giemme; saranno più piccole, con volumi di 2.500, 2.200 e 2.830 metri cubi, con dieci, otto e otto appartamenti. Con uno standard abitativo di 150 metri cubi per persona, nel nuovo comparto potrà vivere dunque una settantina di residenti. In quanto alle opere di urbanizzazione, l'accordo passato in consiglio l'anno scorso prevede la realizzazione, a carico dei privati, di 2.530 metri quadrati di spazi verdi pubblici e di 901 metri quadrati di parcheggi. Quella zona è adiacente ad una grossa colata di detriti, un fenomeno di debris flow che si ripete con frequenza, in caso di pioggia abbondante, dalle sovrastanti pareti rocciose e dai canaloni ghiaiosi. Per questo è stato necessario redigere un piano di assetto idrogeologico, con una conferenza di servizi alla quale hanno partecipato diversi enti, fra i quali la Regione, tramite diversi dipartimenti, il Genio civile, la Provincia di Belluno, la Sovrintendenza di Venezia e l'Anas, poiché a pochi metri passa la statale 51 di Alemagna, sulla quale si dovrà creare un raccordo con la strada di accesso alle nuove abitazioni.