A Izola, in Slovenia, su 2.800 metri quadri di superficie saranno costruite 30 abitazioni a basso costo. Questi sono i dati di partenza di un concorso nazionale annunciato nel 2003 dai responsabili del programma governativo sull'abitazione, il Social Housing. Una società che cambia, giovani coppie che convivono, un mercato flessibile e la mobilità degli abitanti hanno generato un nuovo sistema di vita che lo Stato non può più ignorare. La risposta istituzionale a questo bisogno abitativo contemporaneo è rappresentata dal progetto vincitore, disegnato dal gruppo d'architettura sloveno Ofis. L'edificio, finito nel 2006, è una rievocazione dell'alveare: 30 celle, ognuna un appartamento di diversa grandezza, evidenziate nella facciata da altrettante verande che guardano la baia; queste sono il dispositivo che permette agli spazi di catturare luce e aria e di introiettare una parte di cielo come periscopi in cerca di un orizzonte. Trapezoidali e colorati, i balconi sono il prolungamento delle stanze; intimi, grazie alla forma, ombreggiati e ventilati, grazie all'utilizzo di pannelli perforati lateralmente. Le abitazioni non presentano al loro interno nessun elemento strutturale, così da offrire a chi vive in questo nuovo "existenz minimum" elasticità nell'organizzazione del proprio spazio. Il gioco di prestigio creato dall'architettura è quello di migliorare il quotidiano, dimostrando che ancora oggi è possibile offrire qualità anche nell'edilizia popolare.
Izola, Slovenia - Alveare fronte mare
A Izola, in Slovenia, sono in corso le costruzioni di 30 abitazioni a basso costo. Il progetto, annunciato nel 2003, è stato vinto da un gruppo d'architettura sloveno, Ofis. L'edificio è una rievocazione dell'alveare, con 30 celle ognuna un appartamento di diversa grandezza, con verande che guardano la baia. Le stanze sono trapezoidali e colorate, con balconi che sono il prolungamento delle stanze. Le abitazioni non presentano elementi strutturali interni, offrendo elasticità nell'organizzazione del proprio spazio. Il progetto mira a migliorare il quotidiano, dimostrando che è possibile offrire qualità anche nell'edilizia popolare.
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