Baldi: «Nel 2010 il primo scontrino alle Leopoldine» -------------------------------------------------------------------------------- «Fortunati? Non ne abbiamo parlato. Però meglio sarebbe andare avanti così». C'erano tutti i protagonisti dell'affaire amministratore delegato, ieri alle Terme: il sindaco Severi, l'assessore Lenzi, il cda al completo e il nuovo assessore regionale al turismo, Paolo Cocchi. Eppure sull'argomento più discusso, le dimissioni di Fortunati richieste dal centrodestra, nessuno si è sbilanciato. Avanti tutta. Nessuno, salvo lo stesso Cocchi, a Montecatini per la prima volta nella sua veste politica (si è incontrato con il cda e le istituzioni nella Palazzina Regia dalle 15 alle 18, per poi visitare, nell'ordine, Leopoldine, Tettuccio e Salute, sempre scortato da Fortunati che gli illustrava gli interventi da effettuare). Cocchi ha così spiegato la situazione: «Su mia richiesta abbiamo deciso di non affrontare l'argomento legato all'amministratore delegato. Ho bisogno di ancora un po' di tempo per valutare meglio la situazione. Certo è che comunque sarebbe meglio proseguire sulla strada intrapresa. Se ci sono aggiustamenti da fare ne discuteremo tutti insieme, ma ripeto: andiamo avanti così, anche perché fin da oggi abbiamo verificato che ci sono più convergenze che divisioni, sia con il sindaco (che nei giorni scorsi aveva annunciato che avrebbe presentato la delibera del consiglio comunale che chiede le dimissioni di Fortunati, ndr) che con il presidente Baldi». Nessun disimpegno. L'altra questione spinosa, emersa nei giorni scorsi, era stata la presa di posizione del vicepresidente della Regione, Federico Gelli, che al Sole 24 ore aveva detto di voler rivedere il ruolo della Regione nella gestione di alcune società partecipate (terme comprese). Cocchi prova a specificare, ma non smentisce in maniera netta le parole del suo collega in giunta. «Quella di Gelli - dice l'assessore - è stata un'intervista che definirei generica. Non è d'altra parte un segreto che la Regione dovrà rivedere in futuro la partecipazione in alcune società in un quadro di disimpegno da tutto ciò che è gestionale, anche nell'ottica di una riduzione dei costi della politica. Ma per ora non è previsto alcun disimpegno da parte della Regione sulle Terme: nessuna intenzione di non investire o di abbandonare il campo, né per ciò che riguarda la gestione, né per la proprietà. E se dovesse accadere in futuro, non sarà una fuga, ma una decisione da prendere con il Comune in un'ottica di sviluppo della città. In definitiva: se la Regione dovesse ritirarsi dall'impegno, lo farà quando le cose andranno bene». Investiamo. Confermato il piano di investimenti, a partire dai primi dieci milioni da destinare a quattro stabilimenti: messa a norma del Tettuccio, riedificazione delle Redi, interventi alla Torretta e piscina termale alle Leopoldine. Ma per la completa realizzazione del piano industriale servono cifre ben più alte, al di là di quanto possono arrivare a prestare le banche. E un vecchio pallino del presidente Baldi, la costituzione di un fondo immobiliare, sembra aver fatto breccia nell'assessore Cocchi più di quanto avesse fatto con il suo predecessore. «È un'idea interessante - spiega Cocchi - e la valuteremo meglio nei prossimi giorni. Ma dobbiamo anche cercare di valorizzare in modo più conforme l'enorme patrimonio immobiliare: è qui che dobbiamo lavorare a fondo per trovare nuove soluzioni». Tempi. Tocca al presidente delle Terme, Giulio Baldi, fare il punto sulla tempistica. E la prima notizia che dà non è delle migliori per chi ambiva a sentire al più presto il rumore delle ruspe negli stabilimenti. «Il primo scontrino fiscale alle Leopoldine potrà essere staccato non prima di tre anni. Ma i tempi sono stati finora rispettati. Si pensi che abbiamo iniziato a incontrare l'architetto Fuksas solo in marzo e che in questi giorni abbiamo già presentato il progetto preliminare alla Soprintendenza, la quale ci ha comunicato di condividerlo sostanzialmente. Prevediamo quindi di aprire i cantieri alle Leopoldine tra marzo e aprile del 2008». Questo dà l'occasione al sindaco di lanciare una frecciata al consigliere regionale, Daniela Belliti, che nei giorni scorsi aveva detto che il Comune non riusciva a dare corso agli impegni presi sulle Terme. «Non possiamo essere accusati di ritardi in quanto non ci sono ancora state presentate le pratiche del progetto. E poi c'è un errore che serpeggia: come da accordi, entro l'anno avremo i progetti di Fuksas, non i cantieri aperti». David Meccoli