Nei sottosuoli un mondo di cunicoli, cantine, gallerie, pozzi e cisterne La mappatura è ancora in corso ed è stata promossa da Pro Loco, Museo e Fondazione Montanelli-Bassi -------------------------------------------------------------------------------- FUCECCHIO. La Pro Loco di Fucecchio, in collaborazione con la Fondazione Montanelli-Bassi e il Museo di Fucecchio, ha ideato e messo in atto da alcuni mesi un progetto ambizioso e inedito: alla scoperta della Fucecchio sotterranea. Si tratta di un vero censimento - con tanto di foto - di cunicoli, cantine, gallerie, pozzi e cisterne che si trovano nel sottosuolo del paese alto. Queste cavità sarebbero centinaia, e alcune sembrano far parte di percorsi sotterranei lunghi diverse decine di metri. Basti pensare alla centralissima e storica via Castruccio, dove, ad un livello di circa 15 metri sotto il piano stradale, sono state osservate, misurate e censite decine di gallerie scavate nel "tufo", alcune vicine fra loro, altre addirittura comunicanti. L'altra Fucecchio. L'idea è quella di riportare alla luce su larga scala una città sotterranea sconosciuta ed inesplorata; sarebbe la prima volta, dal momento che nessuna indagine cartografica ha mai interessato il sottosuolo. «Le difficoltà iniziali - ha affermato Alberto Malvolti, presidente della Fondazione Montanelli Bassi - hanno rallentato le indagini. L'ostacolo più grande sono le perplessità di alcuni privati di fronte ad ispezioni sotterranee; qualcuno addirittura ha temuto che la ricognizione potesse servire per scopi non scientifici. Ecco, ora più che mai, visto che le esplorazioni stanno entrando in una fase decisiva, è necessario sgombrare il campo dagli equivoci: il censimento non ha scopi nascosti. Servirà solo per studiare la storia della Fucecchio sotterranea». Chiare le parole di Malvolti, che insieme a Dei della Pro Loco, e a Vanni Desideri del Museo, rivolge un appello ai fucecchiesi, affinché tutti si sentano parte attiva del progetto. Mentre gli studiosi chiedono la collaborazione dei cittadini perché segnalino alle associazioni interessate l'esistenza dei manufatti da censire. Ciglieri e gallerie. Vanni Desideri, archeologo di fama, illustra le motivazioni dell'operazione. «Da tempo, vuoi per le notizie tramandatesi nei secoli, vuoi per alcune indagini archeologiche, sappiamo dell'esistenza di una città sotterranea fatta di gallerie, buche da grano, ciglieri (parola locale che trae origine dal latino Cellarium, deposito di vino, ndc), ma anche cisterne e pozzi, dislocata su tutta l'area dell'antico castello di Fucecchio. Proprio grazie agli scavi degli anni passati possiamo avere dei punti fermi nella ricostruzione della storia cittadina. Vorrei ricordare ad esempio la buca da grano, costruita in mattoni, che abbiamo scavato nel 1986 sotto la biblioteca comunale, risalente a ben 7 secoli fa». Il censimento ha dunque lo scopo di indagare e salvaguardare dalle distruzioni questi manufatti, preziose testimonianze storiche, ma il passo successivo sarà quello della valorizzazione di alcuni percorsi sotterranei; l'idea potrebbe essere quella di rendere visitabili i "ciglieri" e le "gallerie". Famose ad esempio restano quelle del Palazzo della Volta (sede della Fondazione Montanelli Bassi), situate su vari livelli fino alla profondità di oltre 15 metri. La salvaguardia. La mappa dettagliata che potrà essere prodotta alla fine di quest'accurata campagna d'esplorazioni, dovrà servire in futuro per la programmazione d'eventuali lavori di scavo. La conoscenza dell'ubicazione esatta di questi manufatti, della loro forma, dei materiali con cui sono stati costruiti, ne impedirà la distruzione e sarà utile per sveltire i lavori di scavo necessari per la vita della città moderna, che spesso rimangono bloccati proprio a causa di fortuiti ritrovamenti. La mappatura potrà servire anche per ogni tipo d'intervento di consolidamento degli edifici del centro. Infatti, molte di queste cavità spesso si allagano, e in passato hanno procurato non pochi problemi alle abitazioni o alle strade. Gli operatori della Pro Loco. Il progetto, uno dei pochi esempi d'indagine preventiva di questo genere in Italia, riserva anche altre sorprese, questa volta di carattere economico: i tre operatori del censimento - che lavorano sotto la supervisione degli enti - sono studenti universitari, e svolgono il servizio civile volontario alla Pro Loco. Quindi il il progetto per ora va avanti utilizzando essenzialmente il volontariato, in pratica a costi bassissimi. Senza dubbio un esempio pionieristico. Da imitare.