Ispezione dei tecnici: vedremo se le segherie devono essere vincolate Ieri mattina la visita al cantiere di via Margini, ma il responso da Lucca arriverà tra un mese -------------------------------------------------------------------------------- Sono arrivati ieri mattina, guidati dall'architetto Stefano Aiello, gli uomini della Soprintendenza ai Beni storici, architettonici e artistici di Lucca. Arrivati in città per il sopralluogo al cantiere di via Margini aperto per la costruzione del complesso residenzial-commerciale Borgo Ducale. Cantiere bloccato in via cautelare dalla stessa Soprintendenza il 29 agosto scorso. Accompagnati dai rappresentanti della proprietà - alcuni dei soci della Borgo Ducale Srl. tra cui l'amministratore Bruno Rossari - gli esperti della Soprintendenza hanno visionato il cantiere, esaminato i capannoni e le altre opere di (presunto) valore storico-architettonico, che potrebbero essere sottoposti a vincolo; e hanno scattato numerose foto. Un'ispezione accurata, che servirà a stabilire se l'ordinanza di sospensione cautelare e temporanea dei lavori ordinata dalla stessa Soprintendenza dovrà essere trasformata in un provvedimento di vincolo di protezione, o se la demolizione potrà ripartire. A sollecitare l'intervento delle "Belle arti", lo ricordiamo, era stato un esposto firmato da esponenti di Italia nostra e da Pier Paolo Marchi, capogruppo in consiglio di Rifondazione. Secondo i quali le segherie dell'area, costruite presumibilmente tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento, meritano di essere sottoposte a un vincolo di tutela in quanto reperti di archeologia industriale, invece di essere buttate giù per far posto a negozi e appartamenti. In verità la Soprintendenza ha constatato che almeno una parte di quei presunti reperti sono già stati buttati giù, trasformati in ammassi di detriti dalle ruspe nel tempo intercorso tra l'arrivo dell'ordinanza di sospensione dei lavori in Comune e la notifica di essa alla proprietà di Borgo Ducale. Il responso dei tecnici di Lucca non sarà però immediato: arriverà nel giro di un atrentina di giorni. Spiega l'architetto Stefano Aiello, funzionario della Soprintendenza che si occupa della zona apuana: «Sulla base dell'ispezione di stamani (ieri ndr.) apriremo un'istruttoria che coinvolgerà la squadra della Soprintendenza e che prevede anche l'acquisizione di informazioni storiche su quei manufatti, per stabilire se quegli edifici, già in parte demoliti, sono di interesse storico-monumentale. Se così sarà, i manufatti saranno dichiarati un bene da tutelare. E, di conseguenza, saranno sottoposti a vincoli». Se, al contrario, l'istruttoria stabilirà che le segherie non hanno rilievo di bene da tutelare, prosegue l'architetto, «allora l'ordinanza della Soprintendenza, emanata in via cautelativa e provvisoria», verrà revocata. «Abbiamo 30 giorni di tempo», fa sapere Aiello. In altre parole: ancora ruspe ferme. Poi, o si aprirà la questione di "come" tutelare quei beni (nel caso in cui saranno risconosciuti come patrimonio da tutelare), o, in caso contrario, la demolizione riprenderà.