Brunello Pucci parla di opera unica -------------------------------------------------------------------------------- «Ciò che rende tipica e culturalmente interessante la segheria, detta della famiglia Ciani dei primi del Novecento interessata dall'ennesima speculazione edilizia, denominata Borgo ducale sono le finestrelle ogivali traverse del periodo eclettico e il tettuccio a tempietto cavo, evidenziato dal cerchio, che solo l'assoluta inidoneità del piano regolatore, che ancora oggi non rileva i siti d' interesse storico culturale, permette di far scempio di queste testimonianze del nostro passato». Lo sostiene Brunello Pucci, uno dei promotori dell'esposto alla Soprintendenza in un intervento che ricostruisce le motivazioni dell'iniziativa anti-demolizione che vede come protagonisti l'ingegner Carlo Milani di Italia Nostra, il capogruppo di Rifondazione comunista Pier Paolo Marchi insieme all'avvocato Dino Del Giudice. Questa azione, rimarca Pucci, «rappresenta un nuovo modo di far politica: se i partiti mettono a disposizione la loro macchina organizzativa a servizio dei cittadini, che lamentano ingiustizie e sopraffazioni, questa Italia non è ancora perduta. Anche se permangono atteggiamenti alquanto discutibili, come il volersi accaparrare la primogenitura dell'operazione da parte di una forza politica. Se vogliamo salvare la nostra cultura, dobbiamo cessare con le differenziazioni di destra o di sinistra o dei più bravi della classe». Ancora: secondo Pucci a rendere quel manufatto industriale «opera unica e irripetibile». è che, «essendo l'ultima segheria sul poggio, esistente già prima della costruzione del ponte di Castagnola, costruito negli anni Trenta, è in assoluto la segheria a caduta d'acqua meccanica più alta in quota di tutto il bacino marmifero da Pietrasanta a Carrara. Con i suoi trenta metri di cascata in altezza dal fiume è la più antica in città, dopo la demolizione della segheria Giorgini sotto il ponte ad opera della guerra e della segheria Ricci demolita per far spazio ad palazzo d' angolo tra via foce e via dei Margini. Ed è più antica della segheria del Buco, oggi in ristrutturazione ad opera di un giovane ed illuminato imprenditore, Aldo Antonioli a cui va tutto il più sentito rispetto».
MASSA. È archeologia industriale
Brunello Pucci sostiene che la demolizione della segheria della famiglia Ciani è un esempio di speculazione edilizia e di inidoneità del piano regolatore. L'ingegner Carlo Milani, il capogruppo di Rifondazione comunista Pier Paolo Marchi e l'avvocato Dino Del Giudice hanno presentato un'esposizione alla Soprintendenza per fermare la demolizione. Pucci sostiene che questo rappresenta un nuovo modo di fare politica, dove i partiti mettono a disposizione la loro macchina organizzativa per servire i cittadini. La segheria della famiglia Ciani è un manufatto industriale unico e irripetibile, essendo l'ultima segheria sul poggio e la più antica in città.
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