La protesta di Alessandro Tesei: "Tutto quello che non è visibile al pubblico è in stato di completo abbandono. Ma ora si sta esagerando" I lavori nell'ultimo piano lasciati a metà. Calcinacci e liquami anche nella scalinata d'ingresso Pioggia o sole, per Palazzo Pianetti-Tesei, sede della Pinacoteca civica, sono sempre guai. La pioggia ha infatti causato crepe e la caduta di grossi pezzi di intonaco dai soffitti, a causa dell'umidità infiltratasi dal tetto pericolante, e il caldo delle scorse settimane ha fatto andare in rapida putrefazione i cadaveri dei piccioni che giacciono senza che nessuno se ne curi all'ultimo piano, insieme al loro guano, che ne ricopre completamente i pavimenti. Tutti inconvenienti percepibili, oltre che dai residenti dello stabile, anche dai turisti in visita alla Pinacoteca che, lo ricordiamo, ospita alcuni dei più grandi capolavori della storia dell'arte, fra i quali le massime opere di Lorenzo Lotto. Il tanfo della decomposizione era percepibile fin sulle scale del palazzo, passaggio obbligato per quanti si recano alla Pinacoteca, e dove nei giorni precedenti le infiltrazioni d'acqua gocciolavano sulla scalinata. In bella vista un rimedio d'emergenza: secchi per raccogliere l'acqua piovana che scendeva dall'ultimo piano, fra i numerosi calcinacci che si erano staccati. Calcinacci di pregio, però, visto che quasi tutto lo storico palazzo può vantarsi di soffitti affrescati antichi di secoli. "Se ne sarebbero potuti fare dei preziosi souvenir, come per i frammenti del muro di Berlino", protesta Alessandro Tesei, residente nel palazzo, regista del documentario "Vota Re Piccione", che svelava alcuni dei malanni della città, compresi quelli della dimora di famiglia, in "condominio" col Comune. Nel documentario lo stesso Vittorio Sgarbi aveva visitato le ali disastrate del palazzo, definendole "in stato di completo abbandono". Le aree interessate dai danni (non solo quelli causati dagli sbalzi del clima dell'ultimo mese) sarebbero di competenza dell'amministrazione comunale, compresa la gran parte del giardino interno. In sostanza, tutto quello che non è immediatamente visibile al pubblico della Pinacoteca è o in completo abbandono o bisognoso di un pesante restauro. Un tentativo di ristrutturazione dei piani alti, rimasto parziale, era stato messo in cantiere dall'allora assessore alla cultura Marco Cercaci. Interrotti i lavori, le stanze sono ritornate il regno incontrastato del "Re Piccione" e le intemperie hanno ripreso a fare il loro lavoro, con visibili crepe nei muri, ormai anche loro di una certa età. I problemi ora sarebbero di competenza, da un lato, degli ambiti della sovrintendenza e, dall'altro, di ordine di salute pubblica: i cadaveri dei piccioni e i loro escrementi, oltre a non essere certo attrattivi quanto la pittura del Lotto, portano anche rischi sanitari che sarebbe bene non sottovalutare. "Resta l'interrogativo", chiosa Alessandro Tesei, "su quanto trascorrerà prima che si prendano provvedimenti".
JESI - Infiltrazioni e piccioni morti in Pinacoteca
La Pinacoteca civica di Palazzo Pianetti-Tesei a Bologna è stata colpita da problemi di manutenzione e abbandono. L'ultimo piano del palazzo, dove si trovano alcuni capolavori di Lorenzo Lotto, è stato lasciato in stato di abbandono e i lavori di ristrutturazione sono stati interrotti. La pioggia e il caldo hanno causato danni al tetto e alle pareti, mentre i cadaveri dei piccioni e il loro guano hanno creato un ambiente inadatto per la visita dei turisti. I residenti e i turisti hanno denunciato i problemi, e il regista del documentario "Vota Re Piccione" Alessandro Tesei ha protestato per l'abbandono del palazzo.
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