Beni culturali Settis schiacciato tra Rutelli e gli enti locali Sulla tutela del paesaggio occorre tornare al metodo della concertazione Stato-Regioni-Enti locali come stabiliva il "Codice Urbani" in materia di paesaggio. È la richiesta che le regioni hanno presentato nel corso di un'audizione alla Commissione Studio del ministero per i Beni e le attività culturali, presieduta dal professore Salvatore Settis. Richiesta che arriva mentre in via del Collegio romano si lavora per la riforma del codice dei Beni culturali e paesaggistici. Obiettivo delle regioni è quello di riappropriarsi di un ruolo centrale nell' amministrazione del territorio modificando le regole introdotte dal precedente ministro Rocco Buttiglione con il decreto legislativo 1572006 dopo il quale le regioni possono solo stipulare accordi con il ministero per l'elaborazione di un'intesa coi piani paesaggistici. Il coordinamento delle regioni contesta insomma l'esclusione dai passaggi decisionali sulla tutela chiedendo un tavolo di confronto che lavori alla bozza del testo legislativo, prima che esso venga approvato dal Consiglio dei ministri e si avvii il normale percorso della Conferenza unificata. Si fece così in occasione della stesura del Codice Urbani e si giunse a una soluzione. Per questo il coordinamento delle regioni ha chiesto di avere la bozza di testo a cui la Commissione di Studio sta lavorando. Il presidente Settis, ha assicurato che informerà il ministro Rutelli a cominciare dalla riapertura di un tavolo di confronto preventivo, anche se è noto come la pensi in merito il presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali. Per il professore Settis, favorevole a un decentramento e a una reinvestitura delle soprintendenze, le regioni si sarebbero distinte in questi armi per una grande riluttanza a redigere i loro piani paesaggistici e lasciando di fatto mano libera ai comuni, in molti casi inclini a svendere il paesaggio alla speculazione. Colpa soprattutto della confusione giuridica in cui, con la riforma dei titolo V della Costituzione, non si capisce più bene cosa debba intendersi per tutela, cosa per valorizzazione e quali debbano essere le competenze e i poteri dello Stato e delle regioni. Insomma Settis non lo dice, ma non basterà un tavolo di concertazione per superale questi problemi.