CECINA. La biblioteca della Casa cardinale Maffi è un tesoro per la cultura nazionale. L'arcivescovo pisano Alessandro Piotti, consapevole del valore di tale patrimonio, nell'atto di lasciare l'alta carica ecclesiastica ha voluto proporre come suo regalo d'addio alla città di Pisa il completo restauro di quella che è la più grande e prestigiosa biblioteca privata della Toscana. E' difatti un patrimonio unico sul piano bibliografico. Si contano cinquantamila volumi, rare edizioni del Seicento, del Settecento, dell'Ottocento. Sorprendenti le 3.500 lettere conservate all'interno della biblioteca, autografe, di scienziati, letterati e artisti che hanno fatto la storia della cultura italiana come Galileo, Muratori, Leopardi, Manzoni, Carducci, Pascoli, Verdi, D'Annunzio. Già il papa Pio XI sosteneva a proposito di questa raccolta di opere che si trattava di una «magnifica biblioteca» e la soprintendenza regionale la definisce ora come il più importante e ricco giacimento privato. Espressioni analoghe ha pronunciato il presidente della Provincia pisana Pieroni all'atto dell'inaugurazione. Sorprendente un fondo unico di un carteggio sulla prima guerra mondiale formato da documenti, testimonianze, lettere, tutto ancora da analizzare e studiare. Dopo il restauro la biblioteca, al primo piano dell'arcivescovado, è di nuovo a disposizione degli studiosi, ma non è ancora aperta al pubblico. Urge la presenza di un custode.
Patrimonio inestimabile. Restaurata la biblioteca Cardinale Maffi
La biblioteca della Casa cardinale Maffi a Pisa è un tesoro culturale nazionale. L'arcivescovo Alessandro Piotti ha deciso di lasciare la biblioteca al comune di Pisa per un completo restauro. La biblioteca contiene 50.000 volumi, rare edizioni del Seicento, Settecento e Ottocento, oltre 3.500 lettere autografe di scienziati, letterati e artisti. La raccolta è considerata il più importante e ricco giacimento privato in Toscana. Il carteggio sulla prima guerra mondiale è un fondo unico e ancora da analizzare. Dopo il restauro, la biblioteca sarà di nuovo a disposizione degli studiosi, ma non è ancora aperta al pubblico. Urge la presenza di un custode.
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