Queste le accuse alle quali deve rispondere A.D., una sessantanovenne di Minturno che ha costruito un manufatto a Marina di Minturno senza alcuna autorizzazione. L'immobile, sottoposto a sequestro da parte della Polizia Municipale di Minturno, è sorto proprio nei pressi dell'acquedotto romano, cioè nella zona tutelata da vincoli archeologici. Il blitz è scattato l'altro giorno quando la squadra di Polizia Giudiziaria dei Vigili Urbani minturnesi è intervenuta a Marina di Minturno, lungo la via Appia che conduce verso il Garigliano. Gli agenti hanno notato che vi era un cantiere con tracce di lavori in corso recenti. Quindi hanno deciso di approfondire la questione ed hanno accertato l'inizio di una sopraelevazione consistente nella realizzazione di mura perimetrali. I lavori riguardavano il secondo piano di un già preesistente fabbricato, in sostituzione di un tetto fatiscente. La donna, informata dell'avvenuto sequestro, è stata denunciata all'autorità giudiziaria. Un'altra procedimento giudiziario che si va ad aggiungere ai numerosi già esistenti ed attualmente all'attenzione della magistratura, che, come si ricorderà, ha già dato l'ok ad alcuni abbattimenti. Interventi che, sembra, non dovrebbero rimanere isolati, viste le ordinanze di abbattimento già decretate per altri immobili abusivi. L'acquedotto romano è una zona che si nota nel percorrere la via Appia. Così come tutta la zona dove insiste l'area archeologica, anche questa è sottoposta agli stessi vincoli. Per questi motivi le forze dell'ordine controllano in continuazione se proprietari dei terreni sottostanti o confinanti con le testimonianze del passato tentino di costruire strutture fuorilegge, poichè un permesso ad edificare in queste aree non sarebbe rilasciato. Continua dunque l'opera di controllo su tutto il territorio comunale delle forze dell'ordine, impegnate a verificare gli illeciti edilizi. Purtroppo, nonostante i primi abbattimenti effettuati, il «vizietto» di costruire in spregio alle norme urbanistiche continua. Sono non pochi coloro che rischiano il sequestro dell'immobile e la denuncia, pur di costruirsi una propria abitazione, anche in assenza delle previste concessioni. Marina di Minturno, poi, è diventata la zona maggiormente colpita da «mattone selvaggio», come dimostrato dai numerosi sequestri effettuati in via Pantano Arenile. Qui, a pochi metri dal mare sono state edificate, in passato, decine e decine di strutture abusive, poi regolarmente sequestrate. Tra sanatorie, ricorsi ed altro, purtroppo, la zona più a sud del litorale sud pontino, è stata devastata dalle colate di cemento che, rispetto qualche anno fa, sono diminuite. Purtroppo, però, c'è sempre il furbo che cerca di realizzarsi una casa senza le necessarie autorizzazioni, ma c'è anche chi lo fa a poca distanza dell'acquedotto romano, area protetta da vincoli archeologici. Va anche detto che il caso scoperto dalla Polizia municipale non è l'unico, in quanto qualche altra struttura, in passato, era stata realizzata in area protetta.
MARINA DI MINTURNO Violazione alla legge urbanistica, violazione alla legge antisismica e alla fascia di rispetto all'acquedotto romano.
A.D., una sessantanovenne di Minturno, è stata denunciata per aver costruito un manufatto a Marina di Minturno senza alcuna autorizzazione. L'immobile, sottoposto a sequestro, è stato trovato nei pressi dell'acquedotto romano, zona tutelata da vincoli archeologici. La Polizia Municipale di Minturno ha scoperto i lavori in corso e ha accertato l'inizio di una sopraelevazione consistente nella realizzazione di mura perimetrali. La donna è stata denunciata all'autorità giudiziaria. Questo caso è solo uno dei molti casi di abuso edilizio che si stanno verificando nella zona.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo