Lo dice la maggioranza, lo dice anche l'opposizione: in paese qualche parcheggio in più serviva. Se poi sono stati rinchiusi in quel colosso in cemento anonimo e grigio, sette piani per un centinaio di posti auto che mal si armonizzano con la presunta bellezza di un pendio degradante verso il lago, stavolta non è colpa del sindaco; o così pare, a dar retta a lui. «Fosse stato per me, l'autosilo sarebbe stato anzitutto grande la metà», si difende Alessandro Vago. Ma quel primo progetto, racconta, fu bocciato dal soprintendente addirittura. «"Qui non costruirà mai niente del genere", mi informò l'architetto Alberto Artioli il giorno in cui venne a vedere il posto. "Mi dica lei allora cosa devo fare", gli risposi. E l'autosilo è così diventato grande il doppio». «Fortuna che è finita così - riflette Artioli - Quello che si ipotizzava all'inizio era devastante: questo almeno ha una sua qualità architettonica ». Perplessità sull'impatto estetico della struttura sono in verità presto arrivate, perfino dagli esperti paesaggistici comunali che l'hanno però approvata. «Perché - s'indispettisce il sindaco - chi oggi dice che è brutta è anche colui che all'epoca ha dato il suo consenso». «E che potevamo fare - chiede sconsolato Angelo Dal Sasso, architetto che poche settimane prima, assieme al collega Enzo Rho, aveva respinto invano l'intervento edilizio nel parco di villa Roccabruna - Di fronte a tale scempio, compiuto a mero fine speculativo, quell'opera pubblica, che quantomeno aveva una funzione sociale, per quanto brutta non riusciva a sembrare così negativa. Ma la questione vera è un'altra: il soprintendente aveva già espresso un parere preliminare positivo, ci comunicò il sindaco. Che senso aveva, a quel punto, contraddirlo?». Il sì all'autosilo non fu comunque così amaro, giacché il progetto, redatto dagli stessi tecnici della società proprietaria di villa Roccabruna, prevedeva «un rivestimento in sasso a vista che avrebbe attutito l'impatto. Certo - ricorda Dal Sasso - il progetto precedente, preparato dall'architetto Sala, era di gran lunga più bello: c'era una piazza sopra e delle aree verdi. Ma il punto è: dov'è il rivestimento in sasso? Abbiamo acconsentito a delle condizioni che poi non sono state rispettate». «Come no - replica Vago - Il rivestimento c'è eccome. Se il riferimento è a quel cilindro che racchiude la rampa di risalita, beh, lì non era contemplato ». Se e quanto il risultato risponda all'intento, ingentilire l'aspetto dell'edificio, sono le fotografie a testimoniare. «Guardando dal lago, comunque, non si nota - tranquillizza il sindaco -: è coperto dalla chiesa». Appunto: «Quell'angolo è proprio sfortunato - riflette il capogruppo di minoranza Antonio Proietto - Prima la chiesa, ora quell'obbrobrio. È orrendo: qualcuno l'ha paragonato perfino alla prigione di Alcatraz, tanto le somiglia. Poteva almeno essere un'opera utile, non fosse nata così male: invece è un edificio vuoto, che non serve praticamente a nessuno ». Circa la metà o poco più dei posti auto, 91 dei quali già pronti e altri 9 all'aperto ancora sulla carta, sono infatti destinati a uso privato: ma solo 21 sono stati già ceduti, in concessione a chi a Blevio abbia una prima o una seconda casa ma non ancora un box, con la formula del diritto di superficie per 99 anni. «Faremo una modifica alla convenzione e rimetteremo in vendita i rimanenti - anticipa Vago - Ciascuno costa meno di 20mila euro, in Comune ci sono già molte richieste». Proietto diffida e prepara una segnalazione alla Corte dei Conti, affinché verifichi «la correttezza di un'operazione che ci è costata gli oneri di urbanizzazione dell'intervento di villa Roccabruna, non ci ha dato parcheggi pubblici in più rispetto ai 26 che in passato già sorgevano su quell'area e non bastasse ha portato una struttura inutilizzata». All'ultimo piano, ultimato di recente, undici posti di proprietà dell'Hotel Residence Club, l'immobiliare di villa Roccabruna che ha edificato anche l'autosilo: «Li tengono per il momento, visto che hanno anticipato dei soldi - dice Vago -. Gli oneri di urbanizzazione che ci dovevano per villa Roccabruna erano 600 milioni delle vecchie lire, l'autosilo è costato un milione e seicentomila euro. Ma in futuro quei parcheggi torneranno a noi. Non credo che a loro servano: hanno già l'autosilo interrato nel parco».