Neanche gli ambientalisti sono d'accordo. Assieme agli applausi restano i dubbi. Il giorno dopo la conferma dei vincoli sui colli di Tuvixeddu, neppure fra gli ambientalisti si raccolgono reazioni unanimi. La soddisfazione «piena» di Legambiente e «forte» del Gruppo d'intervento giuridico - Amici della Terra è bilanciata dalle perplessità dell'associazione Amici di Sardegna (e del suo Comitato Tuvixeddu Wive), che teme «una vittoria di Pirro, fra esposti e carte bollate». Stefano Deliperi, a nome delle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d'intervento giuridico, vede i vincoli paesaggistici riaffermati dalla Giunta regionale sul colle di Tuvixeddu e sulle zone contigue come «base per la realizzazione di un grande parco archeologico-ambientale che tuteli efficacemente la più importante area sepolcrale punico-romana del Mediterraneo e ne consenta la fruizione culturale e turistica». Sulla stessa linea c'è Legambiente Sardegna, che in una nota apprezza la scelta dalla Regione di dichiarare l'area del colle cagliaritano di Tuvixeddu-Tuvumannu "zona di notevole interesse pubblico paesaggistico". L'associazione ambientalista sottolinea che «la decisione rafforza il rilievo storico-culturale della più grande necropoli punico-romana del Mediterraneo e riafferma la convinzione che si tratti di un bene appartenente alla collettività che non debba essere messo a rischio dagli interessi di pochi privati. L'intenzione della Regione di "regalare" ai cittadini un parco pubblico, che tuteli definitivamente il bene inestimabile rappresentato dall'area archeologica e paesaggistica di Tuvixeddu, accoglie le richieste che la nostra associazione avanza da anni». «L'iniziativa della Regione», secondo Legambiente, «assume una duplice importanza, sia sul piano del merito che del metodo. Del merito in quanto, in pieno ossequio con le disposizioni del Piano paesaggistico regionale, delinea una chiara prospettiva alla sistemazione del colle; nel metodo perché di fronte a un superiore interesse collettivo rimette in discussione precedenti accordi di programma, prevedendo anche l'uso di misure estreme come l'esproprio a privati di aree d'utilità pubblica». Per l'associazione ambientalista, infine, «Tuvixeddu assume un valore di portata nazionale, sottolineata anche dalle dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dal ministro Rutelli a Festambiente, perché applica nei fatti ciò che è contenuto nella visione strategica del Codice Urbani, cioè che il valore paesaggistico-culturale deve sovrintendere alle scelte urbanistiche». Proprio sulla legittimità della scelta e sul regalo ai sardi di cui parla Legambiente si concentrano le maggiori riserve dell'associazione Amici di Sardegna. «La Regione, al momento, non ci "regala" nulla, semmai ci dona una cambiale in protesto», scrive il presidente Roberto Copparoni. «Una spada di Damocle sulla testa, stante il contenzioso in atto che, allo stato, non appare per nulla scontato a favore della Regione e il cui eventuale risarcimento dovrà essere inevitabilmente pagato da tutti noi contribuenti, buona parte dei quali per nulla favorevoli all'impostazione data, fin dall'inizio, a tutta la vicenda. Questi soldi non sarebbe meglio utilizzarli per fare altro?». Secondo Amici di Sardegna, «non si comprende perché i vincoli di "massima tutela" (zona 1) non siano stati estesi anche all'area posta ad ovest della zona di tutela 2, visto che su di essa insistono significative e consistenti presenze d'insediamenti archeologici di varie epoche (fenicio punica, romana, giudicale) e nell'area settentrionale della laguna di Santa Gilla, rilevato che in diverse zone della laguna (ricadenti fra Cagliari ed Elmas) a circa un metro di profondità sono state rinvenute centinaia di anfore, maschere votive e materiale ceramico di uso comune databile fra il III a. C. e il II secolo d. C. e in parte conservate presso il Museo della Laguna - Ecomuseo di Santa Gilla, presso lo stabulario del Consorzio ittico». «Vale solo il caso di ricordare che l'antico perimetro della città giudicale di Santa Igia», scrive ancora l'associazione, «ricade quasi per intero all'interno dell'area, recentemente in parte edificata proprio dalla RAS e da privati, compresa fra la via Campo Scipione, via San Simone, via San Paolo, via Po, via Santa Gilla, viale Trieste (in particolare nell'area posta frontalmente a poche decine di metri dalla chiesa giudicale di San Pietro dei Pescatori, di fronte alla sede della RAS Assessorato del Turismo). Perché tale vincolo non è stato esteso anche a queste aree, nonostante avessimo segnalato da anni la presenza di numerosi siti archeologici? Si fanno due pesi e due misure?». Fra l'altro, annota polemicamente Copparoni, a questo punto «non si comprende quale utilità abbia il cavalcavia realizzato in pochi giorni dietro via Santa Gilla e posto frontalmente all'uscita del canyon, alle spalle della ex cementeria, visto che allo stato delle cose nessuna strada potrà transitare dentro l'area di Tuvixeddu e collegare via Is Maglias con la strada a quattro corsie che costeggia la laguna di Santa Gilla».
Tuvixeddu, è un regalo ai cagliaritani o una grande cambiale in bianco?
La Regione ha dichiarato l'area del colle di Tuvixeddu "zona di notevole interesse pubblico paesaggistico". L'associazione Amici di Sardegna si oppone alla decisione, affermando che la Regione sta "regalando" ai cittadini un parco pubblico senza utilizzare i soldi per realizzare il progetto. L'associazione sostiene che i vincoli non sono stati estesi all'area posta ad ovest della zona di tutela 2, dove si trovano presenze d'insediamenti archeologici di varie epoche. La Regione ha affermato che la decisione è basata sul Piano paesaggistico regionale e che applica le disposizioni del Codice Urbani.
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