Il Comune: stiamo intervenendo. CAGLIARI. All'inizio dell'estate, a puntare il dito contro il deturpamento di uno dei gioielli della città era stata Legambiente: via Brenta, la striscia di terra che conserva parte d'un patrimonio archeologico di valore inestimabile, è sommersa d'immondizia. Dopo le pulizie però è cambiato poco, così ora a protestare è anche il Gruppo d'intervento giuridico: l'unica soluzione per salvare l'area, dice, è inserirla tra i beni del patrimonio comunale. La nuova querelle sullo spazio di Santa Igia, capitale della Cagliari medievale, arriva a pochi giorni di distanza dai proclami dell'amministrazione comunale che proprio nelle scorse settimane, ricorda in una nota Stefano Deliperi, portavoce del Gruppo d'intervento giuridico, aveva annunciato «l'avvenuta bonifica ambientale dell'importante sito storico». Una vittoria per gli ambientalisti, da tempo sul piede di guerra pur di salvare dal degrado un'area dove gli scavi archeologici potrebbero far venire alla luce nuove importanti testimonianze del più remoto passato della città. Ma una vittoria, purtroppo, solo a metà perché, fa notare il Gruppo d'intervento giuridico, l'area appare ancora oggi in condizioni pietose: «Di fatto - dice Stefano Deliperi - soltanto gli spazi sotto il cavalcavia della strada statale 130 appaiono in condizioni decenti». Il resto è ancora quell'inguardabile tappeto fatto di lavatrici e tivù fuori uso, e di rottami vari. E dire, aggiunge Stefano Deliperi, che «le associazioni ecologiste Gruppo d'intervento giuridico e Amici della terra già il 10 luglio avevano segnalato il problema a Comune, Soprintendenza ai beni archeologici, Corpo forestale, carabinieri e Asl». E alla segnalazione la soprintendenza aveva persino risposto: con una lettera del 10 agosto, racconta il Gruppo d'intervento giuridico, ha detto di concordare sulla «necessità di un'attenta bonifica del sito», sottolineando, tra l'altro, l'opportunità che «le necessarie operazioni di bonifica siano condotte in accordo con la soprintendenza e alla presenza di personale interno in modo da evitare, come già accaduto in passato, che l'asportazione dei rifiuti arrechi ulteriori danni a un settore archeologico insieme di rilevante interesse culturale e grande fragilità». Davanti a una situazione che non sembra migliorata l'assessore ai Servizi tecnologici, Gianni Giagoni, difende l'operato dell'amministrazione comunale, e invita a evitare che si sollevino barricate: «Siamo dispiaciuti e sconsolati per l'atteggiamento irrispettoso mostrato da alcuni cittadini verso l'ambiente - dice Giagoni - Vorrei però che si capisse che non siamo la controparte degli ambientalisti: siamo lesi quanto loro, ed è per questo che siamo pronti a portare avanti con loro un'eventuale campagna di sensibilizzazione». Inciviltà di qualcuno a parte, resta un fatto: le pulizie non sono state fatte bene. «Strano - ribatte Gianni Giagoni - io ho fatto ripulire, eccome: oltre all'azienda che si occupa del servizio per conto del Comune, siamo intervenuti come amministrazione anche col progetto "Sardegna fatti bella"».