Il Gruppo di intervento giuridico: «Vogliono costruire a Terra Mala». Gli ecologisti chiedono di verificare le autorizzazioni. QUARTU. Nella Quartu capitale del mattone abusivo persino un cartello di inizio lavori può destare sospetti. Soprattutto se annuncia la realizzazione di una lottizzazione a picco sul mare, in località Terra Mala. Le associazioni ambientaliste Amici della Terra e Gruppo di intervento giuridico hanno chiesto alle autorità competenti di controllare le autorizzazioni al progetto "Santa Luce", che al momento vede avviate soltato le opere di urbanizzazione. A rischio, secondo gli ambientalisti, c'è l'ultimo brandello di costa vergine del litorale quartese. All'ingresso della lottizzazione "Santa Luce", sulla collina successiva a Cala Regina, un cartello di inizio lavori riporta gli estremi di una concessione di opere di urbanizzazione. Il titolare della licenza e l'esecutore dei lavori sono la stessa società:la G.E.T. S.r.l., con sede a Cagliari. Tutto regolare, si è portati a pensare. Il dubbio che si pone il Gruppo di intervento giuridico, però, è che alle opere di urbanizzazione segua altro: villette a schiera, magari un complesso di seconde case con panorama mozzafiato su tre lati. Che necessitano di ben altre autorizzazioni, urbanistiche e di impatto paesaggistico. Perché si tratterebbe di costruzioni che ricadono nei 300 metri dal mare, su un'intera collina del litorale, violando pure i vincoli imposti dal piano paesaggistico regionale. In base al Ppr, Terra Mala è compresa nell'ambito di paesaggio costiero "Golfo di Cagliari", interamente tutelato. Stefano Deliperi, presidente dell'associazione, non accusa nessuno. «L'intervento è fatto in attuazione del Puc di Quartu - spiega - ma lo stesso strumento urbanistico del comune è stato redatto sulla base del piano territoriale paesistico (predecessore del Ppr - ndr) poi annullato da una sentenza del Tar Sardegna». Riassumendo: il Puc di Quartu dovrebbe adeguarsi al piano varato dalla Giunta Soru, e così tutte le opere precedentemente autorizzate. Saranno l'assessorato regionale all'Urbanistica, l'ufficio tutela del paesaggio, ed eventualmente la Procura della Repubblica, a vagliare la regolarità delle licenze, per capire se corrispondono effettivamente al progetto che ha fatto partire le ruspe a Terra Mala. Al di là del singolo caso, Deliperi tiene a ricordare che il territorio della terza città della Sardegna è anche il più marcio, a causa del mattone selvaggio. E' ormai celebre la graduatoria dei comuni più "abusivi" d'Italia - stilata nel '95 al termine di un condono - che vedeva Quartu seconda solo a Napoli e Gela. In vent'anni, e nonostante la nuova amministrazione abbia giurato guerra ai mostri di cemento, la tendenza non è verso il miglioramento. All'epoca furono registrati 10.400 casi, divenuti poco più che 200 dopo il secondo condono del 1999. Ma nell'ultima sanatoria del 2004, le richieste sono state oltre 3.500, secondo i dati dell'ufficio tecnico del comune. Il cemento selvaggio non si arresta: nel 2004, sono stati riscontrati 420, 450 nel 2006. Solo a fine luglio la procura ha mandato a processo 50 proprietari di altrettante villette realizzare su terreni agricoli, a Flumini. Ma il nucleo di vigilanza edilizia della Municipale di Quartu di lavoro ne ha tantissimo. Il comandante, Marco Sedda, racconta che «il problema non sono soltanto le grandi lottizzazioni, quanto l'edilizia spontanea. Per scoprire tutti gli abusi ci vorrebbero aerofotogrammetrie. Spetta poi al comune emettere le ordinanze di demolizione». Ed è questo l'anello mancante: anche dopo sentenze di condanna (il reato è penale solo nei casi gravi) le case abusive restano dove sono. «Sono anni che a Quartu non si abbatte una costruzione illegale», rivela rassegnato il tenente.
Sos ambiente, abusivismo in agguato
Il Gruppo di intervento giuridico ha sollevato dubbi sulla regolarità delle autorizzazioni per il progetto "Santa Luce" a Terra Mala, in località Quartu. Le associazioni ambientaliste Amici della Terra e Gruppo di intervento giuridico hanno chiesto alle autorità competenti di controllare le autorizzazioni. Il progetto prevede la realizzazione di opere di urbanizzazione, villette a schiera e un complesso di seconde case con panorama mozzafiato sul mare. Gli ambientalisti hanno sollevato dubbi sulla violazione dei vincoli imposti dal piano paesaggistico regionale e sulla necessità di altre autorizzazioni urbanistiche e di impatto paesaggistico.
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