Stop al Regolamento urbanistico: Renato Baldi (Apt) sposa la proposta lanciata da Milziade Caprili «Questo sviluppo urbanistico sta distruggendo una comunità. E una città che voglio definire intoccabile, che non può espandersi a macchia d'olio e il cui indicatore di sviluppo non è, e non può essere, il cemento». Al convegno di Italia Nostra "Versilia da salvare" esordisce così il vice presidente del Senato, Milziade Caprili, che - a proposito del regolamento urbanistico - incita: «Blocchiamo tutto e ripensiamo la città». A rincarare la dose ci pensa Renato Baldi, presidente dell'Apt: «Raccolgo l'appello di Caprili: bisogna fermarsi». Viareggio - ha spiegato Baldi in un appassionato intervento - «può anche scegliere di diventare qualcosa di diverso, seguendo per esempio la scia delle scelte già fatte da una città come Livorno. Ma non si può pensare di far convivere una colata di cemento con il turismo. Ecco perché sono estremamente contrario a che si costruisca ancora e per di più strutture che non sono utili al turismo...». E se Caprili aveva tirato le orecchie ai politici locali, ritenendo «che molti amministratori non pratichino la città, non la percorrano, non si rendano conto di quanto sia ormai formata a misura delle auto», Baldi non è stato meno duro descrivendo, da un punto di vista sicuramente privilegiato, una Viareggio «che il sabato e la domenica diventa invivibile e in parte è tale anche gli altri giorni». Caprili ha voluto anche esprimere «grande soddisfazione per la nascita in città di una fitta rete di comitati», ma ha anche sottolineato come si tratti «di un fatto mai accaduto a Viareggio. Luogo dove la politica e i suoi eletti hanno sempre rappresentato la città...». Oggi, invece, l'amministrazione comunale, che della politica locale è l'espressione più alta, «di fronte alle critiche non arretra di un passo e men che mai ammette errori». Non sarà un caso che, in questo quadro, al convegno organizzato a villa Puccini sia stato invitato Asor Rosa, intellettuale, storico dell'arte, capofila di "Toscana Comitati" che al momento «ne raggruppa ben 160, ognuno dei quali rappresenta un'emergenza, una situazione critica, per non dire uno scempio». Il teatro. Inevitabile che le quattro torri sceniche del nuovo teatro della lirica al professore proprio non siano andate giù: «Ma come gli è potuto venire in mente?», è stato l'esterrefatto commento. Mentre Roberto Mannocci, segretario provinciale di Italia Nostra, ha attaccato ministero dei beni culturali e Sovrintendenza: «Il ministero non ha il coraggio di combattere ciò che le amministrazioni vogliono fare guidate dal principio della messa a reddito del territorio. Per quanto riguarda, invece, la Sovrintendenza, se l'opera deve passare tale e quale allora che lo si dica apertamente». Sulla tormentata vicenda delle torri sceniche del costruendo teatro della lirica è intervenuto anche il presidente del parco, Giancarlo Lunardi, che si rifà alle indicazioni arrivate «dal sindaco di Viareggio e dal sottosegretario ai beni culturali Andrea Marcucci» e ricorda: «C'è un protocollo pronto, condiviso da tutti gli enti interessati, che prevede il ridimensionamento delle due torri lato lago. Perché, allora, non si procede alla firma?».