LA PROMESSA. Il vicepremier annuncia lo sforzo economico del governo Un aiuto alle città d'arte. Fondi straordinari per fronteggiare i costi della valanga turistica e sostenere le finanze dei comuni. Li ha promessi ieri al Lido Francesco Rutelli, vicepremier e ministro dei Beni culturali. «Nelle prossime settimane vi daremo molto da scrivere su questo tema», ha detto ai giornalisti, «la commissione che abbiamo costituito sta ultimando i suoi lavori e posso garantire che nella prossima Finanziaria i fondi per le città d'arte ci saranno». «Bene, finalmente», commenta soddisfatto il sindaco Massimo Cacciari, «per noi è indispensabile poter contare su quei fondi. Il governo ce lo aveva promesso e adesso mantiene». La commissione di esperti è stata nominata da Rutelli nel giugno scorso. Ne fanno parte Giuseppe Roma, Emilio Becheri, Mara Manente, Marco Ponti e due esperti della regione Veneto. Dovrà quantificare in modo «scientifico» i sovracosti che le grandi città d'arte (Roma, Firenze, Venezia) devono sopportare per il turismo mordi e fuggì. Un grido di allarme lanciato più volte negli ultimi mesi, con la proposta del Comune di reintrodurre la tassa di soggiorno. Ipotesi scartata dal governo per l'opposizione delle categorie economiche, in primo luogo gli albergatori. Ed ecco allora che si studia il modo per far confluire nelle finanze locali alcuni tributi derivanti dal turismo che in genere finiscono nelle casse dello Stato. Il turismo è la prima industria del Paese, e le città d'arte, a cominciare da Venezia, contribuiscono non poco all'economia nazionale. I «danni» invece, ricadono interamente sulla città. Per pulire la città nei soli giorni del Carnevale l'amministrazione ha speso oltre mezzo milione di euro, 18 milioni di euro sono i costi che Venezia sostiene ogni anno per la pulizia. Poi ci sono i trasporti, la vigilanza, i disagi non quantificati che i residenti subiscono. C'entra anche la sicurezza. Perché l'aumento del turismo, oltre a modificare la struttura socio economica della città, a trasformare le case in alberghi, i negozi degli artigiani in gelaterie e botteghe di maschere e a intasare i canali di vaporetti e taxi, attira anche nuove economie. Gli ambulanti autorizzati e non ma soprattutto i borseggiatori. «Abbiamo lo stesso problema di Roma e Firenze», dice Cacciari, «solo che a Roma e a Firenze hanno molto più vigili urbani di noi». Ecco allora il tentativo di trovare nuove risorse. Per assumere vigili e pagare le spese del turismo. Che in questi giorni sta mettendo a dura prova la città. Difficile camminare per la strada, difficile prendere un vaporetto e uscire dai garage di piazzale Roma. Un'ora di coda per entrare in Basilica e cartacce dappertutto. Venti milioni di visitatori che il prossimo anno arriveranno, si dice, almeno a 25, Forse a salvarci non basterà nemmeno la Finanziaria 2008.
Nella Finanziaria soldi per Venezia. Rutelli: Aiuteremo le città d'arte. Cacciari: Così assumeremo vigili
Il vicepremier Francesco Rutelli ha annunciato che il governo sta lavorando per fornire fondi straordinari alle città d'arte per fronteggiare i costi del turismo e sostenere le finanze dei comuni. La commissione di esperti, nominata nel giugno scorso, sta ultimando i suoi lavori e i fondi saranno presenti nella prossima Finanziaria. Il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, ha espresso soddisfazione per l'annuncio, considerandolo indispensabile per il turismo. La città di Venezia subisce gravi danni per il turismo, con costi per la pulizia, i trasporti e la sicurezza che sono difficili da quantificare.
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