-------------------------------------------------------------------------------- Sulla vicenda dei lavori sulle sponde del Frigido per la realizzazione del centro residenziale-commerciale Borgo Ducale, interviene l'architetto Nicola Gallo. Esperto di beni ambientali, il professionista massese scrive alcune riflessioni centrate sulla tutela del patrimonio cosidetto "minore" di edifici storici di cui è piena l'Italia (e Massa non fa eccezione). «A partire dall'Ottocento - scrive Gallo - si sente in Italia e nel resto d'Europa la necessità di regolamentare l'attività edilizia che, se affidata alle singole iniziative, può irrimediabilmente danneggiare città, campagne e centri storici. Da allora le possibilità edificatorie sono regolamentate da leggi speciali di cui ogni comunità e obbligata a dotarsi e che confluiscono in strumenti urbanistici come il Piano Regolatore Generale». Se molti beni architettonici, di rilevante interesse artistico sono tutelati in modo specifico e diretto dallo Stato, attraverso le Soprintendenze, prosegue l'architetto, «poco tutelato è quel patrimonio storico, considerato spesso "minore", al quale non si riconosce un valore intrinseco ma un valore di insieme, nel rapporto con il paesaggio. Si tratta di frammenti di città o di campagna che evocano determinati momenti di vita del territorio, spesso ritratto in cartoline d'epoca». «Credo - dice ancora Gallo - che uno dei valori più significativi della ex segheria posta in adiacenza al ponte dell' Aurelia, sia quello di rappresentare, all'ingresso della città, l'espansione industriale ottocentesca, che legata all'estrazione del marmo interessa l'intero bacino del Frigido. Tuttavia non si può ritenere che ogni edificio "storico" debba essere esattamente conservato nello stato originario e con la stessa destinazione d'uso con cui è nato ma è importante che l'attività progettuale che interviene su questi beni tenga conto delle peculiarità di questi tipi di edifici e della loro epoca di costruzione. Purtroppo spesso negli strumenti urbanistici questi fabbricati hanno un solo valore, quello volumetrico. L'edificio materiale può essere distrutto mentre il volume, spesso in nuove articolazioni, viene conservato. Questa è una misura riduttiva che se applicata indiscriminatamente a tutto il territorio porta, a medio e lungo termine, alla creazione di nuove città anonime, che potrebbero collocarsi in ogni parte d'Italia, in cui la qualità architettonica, anche se controllata da un punto di vista volumetrico, cede il passo a scelte e valutazioni di tipo economico. Passi in avanti, per la tutela di questo patrimonio cosiddetto "minore", sono stati effettuati proprio dal Comune di Massa con la variante alle zone agricole, in cui gli edifici"minori", legati al mondo rurale, sono stati conservati. Si tratta ora di procedere in questa direzione completando un censimento di edifici per i quali si possa estendere un vincolo superiore a quello della sola volumetria, affinche nel tessuto edilizio cittadino possano rimanere quegli elementi storici che definiscono l'identità di una città».
MASSA. L'architetto Nicola Gallo: tutelare i beni minori
L'architetto Nicola Gallo, esperto di beni ambientali, ha scritto alcune riflessioni sulla tutela del patrimonio storico "minore" di edifici in Italia, in particolare a Massa. Secondo Gallo, la necessità di regolamentare l'attività edilizia è stata sentita fin dall'Ottocento, e oggi è importante tutelare anche i beni architettonici "minori" che non sono stati regolamentati in modo specifico. Gallo sostiene che questi edifici hanno un valore intrinseco nel rapporto con il paesaggio e che non devono essere conservati solo per il loro valore volumetrico, ma anche per la loro epoca di costruzione e le peculiarità architettoniche.
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