Carlo Taraschi, direttore dei lavori nel cantiere Duomo, dice di essere soddisfatto ed emozionato per la prossima riapertura dell'8 settembre, una data densa di significati. Dice anche di «averci messo passione e anche la faccia». Finora ha ricevuto solo complimenti, perlomeno da coloro che hanno avuto la possibilità di visionare il sito più importante della religiosità teramana, per un lavoro significativo avvalorato dalla partecipazione e dalla concertazione di tre Soprintendenze, quella archeologica, architettonica e demoetnologica. «Per le critiche ci sarà tempo», fa intendere Taraschi. Ciò che risalterà nei giochi architettonici di colonne, capitelli e mura, rimessi a nuovo, sarà sicuramente l'illuminazione, concepita attraverso impianti "particolarissimi", che tiene conto delle varie emergenze che via via si sono presentate. La luminosità sarà quindi più marcata del solito, frutto anche delle pareti in pietra una volta tinteggiate, ora invece trattate con l'intonachino. Il tiburio, ad esempio, sarà rischiarato attraverso fasci di luce proiettati sia dal basso che dall'alto, creando un effetto "miracolistico" niente male, in linea con la filosofia di base degli architetti. Il Paliotto sarà cinto da una teca di protezione con annesso sistema di allarme e di illuminazione. L'altezza della mensa, in pratica il piano marmoreo dell'altare, è stata riportata a norma Cei, ad un'altezza regolamentare di 97 cm contro i vecchi 110, rendendo pertanto più agevole la vista dell'officiante agli occhi dei fedeli. I lavori del tetto iniziarono nel 1998 mentre quelli del pavimento, del tiburio, dell'impianto elettrico e del riscaldamento, risalgono a più di due anni fa. Ebbene, anche per segnalare il passaggio dalla vecchia struttura a questa che uscirà dall'inaugurazione, la direzione dei lavori ha pensato bene di lasciare disseminati nel Duomo dei tasselli con la funzione di rivelare le strutture antiche, con la possibilità quindi di un raffronto rapido con le precedenti cromie susseguitesi nei secoli. I tasselli saranno posizionati nella navata centrale e in quella arcioniana, nel portale che conduce alla sagrestia, e in alcune volte. Inoltre, per l'inaugurazione sarà posizionato all'esterno della cattedrale un megaschermo, terminale di un impianto microfonico "innovativo", predisposto per la diffusione di un migliore audio sia fuori che all'interno della struttura. Per concludere, l'unico cruccio che Taraschi manifesta è quello di non aver potuto restaurare le porte esterne del duomo: «I finanziamenti della Regione e della Curia non riuscivano a coprire le spese» si giustifica.