Il sindaco Daniele Maggi: «Nel prossimo piano del territorio non sono previsti più di due o tremila metri quadrati» E difende l'architetto Tettamanti, urbanista, progettista ed esperto ambientale del paese. «Così ha una visione globale» Giusto che un amministratore si prenda delle responsabilità, quando le brutture crescono e si moltiplicano: «E a Carate Urio non c'è granché, a parte quella strisciata di roba brutta». Perché alla fine, osserva Daniele Maggi, quelle ventotto villette che due estati fa avevano suscitato tanto scalpore e pure l'interesse della magistratura, «sono graziose e bene inserite nel territorio. Quando il cantiere era aperto si vedeva la montagna ferita; adesso, però, non si notano nemmeno, tanto sono integrate nel paesaggio». Si nota casomai, e bene, un autosilo di cemento armato, ma questa è un'altra storia: «Anche quello, è vero, non è il massimo della bellezza: stiamo cercando di mascherarlo con piante e fiori». E, più su, la catena di villette a schiera lungo il pendio, che l'impresa Edilzucchi aveva cominciato a costruire nel 1995. Squadrate e colorate, guardano verso il lago dal 1999: anzi non proprio. «Prima erano ancora peggio - assicura il sindaco -: una striscia grigia indefinita. Adesso che sono state tinteggiate, hanno un po' migliorato l'aspetto: ma restano davvero orribili. Io, però, rispondo delle cose che faccio». Come l'insediamento del Sassello: e sarà di fronte a un giudice, il 27 novembre, che spiegherà per quale motivo un piano di edilizia popolare venne trasformato in corso d'opera, eliminando i requisiti di reddito necessari per partecipare all'acquisto di una delle ventotto case. «Ma i prezzi sono rimasti convenzionati - precisa Maggi, che allora era assessore ai Lavori pubblici - Parliamo di 2.100 euro al metro quadrato: sfido a trovare offerte del genere sul lago». L'impatto estetico, poi, è qualcosa di soggettivo: «Io non sono un esperto, devo fidarmi di chi lo è. E il nostro esperto ambientale, architetto Giuseppe Tettamanti, è una persona competente: ha predisposto il piano regolatore nel 1987, le successive varianti, si sta occupando del piano di governo del territorio. Ha una visione complessiva del paese che gli consente di fornire giudizi ben ponderati». Progettista delle ville del Sassello, è anche colui che, da quando nel 1997 le Regioni hanno delegato ai Comuni il compito di tutela ambientale, è chiamato a dare pareri sui progetti presentati in commissione edilizia. «Nessun conflitto d'interessi - lo difende il sindaco - Se facesse architettura per conto dei privati, forse. Non è il suo caso. Che un urbanista valuti l'inserimento di un complesso architettonico anche dal punto di vista ambientale mi sembra solo una cosa buona». Di sicuro, sostiene, migliore di quel che accadeva quando la Soprintendenza ai beni ambientali aveva ancora potere. «Mi ricordo quando costruimmo la strada di Santa Marta, fra la provinciale e la statale. Le prescrizioni ricevute hanno fatto sì che l'opera costasse 200 milioni di lire in più. Ora, credo che nessuno voglia deturpare il territorio. Sono convinto che nessuno faccia apposta a fare colate di cemento o a speculare a scapito dell'ambiente. A tutti spiace rovinare il paesaggio: è bene conciliare lo sviluppo con la bellezza del posto. Ma - provoca - assieme alle prescrizioni, dateci anche i finanziamenti necessari a sostenere i costi aggiuntivi. Per fare qualcosa di meglio, abbiamo bisogno di risorse». Ripristinare l'atteggiamento più rigido di quindici anni fa potrebbe essere anche un male: «Un tempo, anche solo per aprire una finestra o cambiare il colore di una persiana, bisognava andare a Milano e aspettare 6-8 mesi. Adesso l'iter si è velocizzato». Figurarsi per costruire una nuova casa: problema che a Carate quasi non si pone più. «Al momento non sono in vista, il paese ormai è saturo. Si ristruttura molto; ma, quanto a nuove edificazioni, nel nuovo piano saranno previsti duemila, massimo tremila metri cubi in più».