Atripalda. Perseguire i responsabili e riaprire subito gli scavi al pubblico. Il giorno dopo la chiusura del parco archeologico Antica Abellinum con un provvedimento adottato dal Soprintendente Ardovino (decisione motivata dall'interruzione della corrente elettrica dovuta ad una sospetta morosità dell'ente di tutela) scende in campo il primo cittadino Aldo Laurenzano che attacca la Soprintendenza. «Una decisione sconcertante ed unilaterale - sbotta il sindaco della cittadino del Sabato - se la Soprintendenza risulta inadempiente nei confronti dell'Enel, costringendo così quest'ultima ad interrompere l'erogazione dell'energia elettrica, non è giusto che paghi un'intera comunità. Ci saranno stati dei solleciti da parte dell'Enel. Chi è il responsabile? È una situazione intollerabile». Da qui la richiesta del primo cittadino di avere un incontro urgente (già domani mattina) con lo stesso soprintendente ai Beni Archeologici di Avellino, Benevento e Salerno, Angelo Maria Ardovino, per manifestare tutto il proprio disappunto sulla decisione adottata. Inoltre il sindaco ha inviato una missiva di protesta anche al Ministero dei Beni Culturali con la richiesta di riapertura degli scavi nel più breve tempo possibile. «In queste settimane - prosegue Laurenzano - ci sono iniziative culturali in cantiere, come Giullarte, che richiamano molti atripaldesi trapiantati da anni all'estero. Ed è una cosa intollerabile precludere loro la possibilità di visitare il sito. Perciò se ci sono delle inadempienze e giusto che vengano perseguite e presi seri provvedimenti». A manifestare ieri il proprio disappunto al Ministro Rutelli sulla chiusura, oltre al primo cittadino anche le segreterie provinciale e nazionale della Cisl Beni Culturali, nonché l'assessore Luigi Adamo, delegato proprio alla riqualificazione del Parco Archeologico. L'assessorato da lui guidato da settimane infatti sta lavorando in stretto contatto con la Soprintendenza alla presentazione del progetto di riqualificazione che punta a far rinascere l'antica «civitas foederata» di Roma sul modello di Pompei, avendo ottenuto già 4 milioni di euro, soldi rientranti dalla ripartizione dei Fondi Fas regionali. Interessata un'area vastissima della città, circa 20 ettari, una superficie tra le più grandi della Provincia. Fissato anche il calendario per l'avvio degli interventi di riqualificazione e valorizzazione del Parco archeologico. Tre le aree di intervento che dovrebbero essere interessate in questa prima fase: il Parco Abellinum, i reperti di piazza Garibaldi e l'anfiteatro di via Appia. Si partirà dall'antica Abellinum dove riprenderanno le operazioni di scavo. Sarà ristrutturato il vecchio casolare e recuperata l'ex casa del custode della scuola elementare di rampa S.Pasquale che diventerà porta d'ingresso principale agli scavi archeologici, Punto informativo per i turisti, biglietteria e negozio per la vendita di gadget e brochure sul sito archeologico. Nel sito di piazza Garibaldi, in pieno centro storico invece, si procederà alla ripulitura della necropoli romana con la copertura delle tombe e la realizzazione di un muro di cinta dell'area.
Atripalda. Scavi chiusi, il sindaco accusa
Il sindaco di Atripalda, Aldo Laurenzano, ha richiesto un incontro urgente con il Soprintendente Angelo Maria Ardovino per manifestare il proprio disappunto per la chiusura del parco archeologico Antica Abellinum a causa di un'interruzione della corrente elettrica dovuta ad una morosità dell'ente di tutela. Laurenzano ha anche inviato una missiva di protesta al Ministero dei Beni Culturali e ha richiesto la riapertura degli scavi nel più breve tempo possibile. Il sindaco ha anche manifestato il proprio disappunto per la chiusura del parco archeologico e ha richiesto la perseguimento dei responsabili.
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