Solo la Campania figura tra i primi venti in Italia - LE POSIZIONI Pompei è al secondo posto dopo il Colosseo Segue a distanza la Reggia di Caserta È la Campania l'unica regione del Sud sede di musei statali che rientrino tra i primi venti d'Italia per numero di visitatori. La Campania annovera a tal riguardo Pompei, la Reggia di Caserta, il Museo Archeologico di Napoli, la Grotta Azzurra (museo naturale arricchito dai reperti archeologici di epoca tiberiana) ed Ercolano. Se si estende la ricerca ai primi trenta musei statali italiani per afflusso di visitatori, si trovano nell'ordine ancora due siti della regione, ovvero la Reggia di Capodimonte e Paestum, nonché, finalmente, al ventisettesimo posto, il pugliese Castel del Monte di Andria. Le statistiche sui visitatori, riferite all'anno 2005, sono ricordate nel recente volume "Musei Virtuali" di Francesco Antinucci, dell'Istituto di scienze e tecnologie della cognizione (Istc) del Consiglio nazionale delle ricerche, edito recentemente da Laterza. La classificazione di un museo tra i più visitati è un elemento particolarmente rilevante, come spiega Antinucci. Il numero di visitatori dei musei statali italiani è balzato, nel decennio 1996-2005, da 25 a 33 milioni, con un ritmo annuo superiore al 3,5. Il dato è confortante, ma a beneficiare della crescita sono poche realtà. Su 402 sedi complessive, le prime nove in graduatoria contano la metà dei visitatori. Nei tre quarti dei musei statali italiani si registra appena il 10 degli afflussi complessivi. Pompei, seconda solo al Colosseo, è tra i quattro siti italiani con più di un milione di visitatori. La Reggia di Caserta, al settimo posto assoluto della classifica nazionale, è l'unico altro museo statale del Sud con più di mezzo milione di visitatori. Ben piazzato, al tredicesimo posto, è anche il Museo Archeologico di Napoli, con i suoi 344 mila visitatori. Una performance non trascurabile, se si considera che la struttura napoletana, da sola, fa registrare afflussi ben superiori a quelli dei tre musei archeologici romani messi insieme: Palazzo Massimo, Palazzo Altemps e Terne di Diocleziano sommano non più di 208 mila visite annue. Resta il problema della fruizione inadeguata di tante opere d'arte distribuite nella Penisola, che Antinucci provocatoriamente risolve nel quesito: a chi serve e quanto costa, allo Stato, mantenere aperti 402 musei? Per l'autore di Musei Virtuali, la questione centrale è che l'attrattività dei musei prescinde in buona parte dai contenuti, risolvendosi piuttosto nel fascino del brand. È il marchio Pompei che consente al sito vesuviano di raccogliere due milioni 344 mila visitatori contro i 264 mila di Ercolano. Le differenze di contenuti, richiami artistici e culturali tra i due scavi non sono tali da giustificare un numero di visitatori nove volte superiore. Ercolano è più vicina e facilmente raggiungibile rispetto a Pompei. Oltretutto le opere sotto il profilo conservativo si presentano meglio rispetto a quelle dell'altro sito, più rinomato e prestigioso. Pompei, insomma, è un brand. Ercolano, no. L'altra faccia della medaglia di questo stato di cose sta nel livello di percezione delle opere d'arte visitate. Da una serie di monitoraggi effettuati nell'ambito dell'indagine risulta tra l'altro che quasi un terzo di coloro che sono appena usciti da un museo non ricordano neppure i nomi delle sale visitate. C'è un problema di mancata o insufficiente trasmissione dei valori culturali. Per poter essere comunicata, l'opera d'arte deve superare due limiti impliciti, di codice e di contesto. Il linguaggio e l'ambientazione culturale storica e paesaggistica dei tempi in cui è stata prodotta sono di solito distanti da quelli del pubblico che la osserva. Queste lontananze temporali e spaziali possono essere ridotte, se non colmate, grazie alle nuove tecnologie. I musei virtuali, appunto, che attraverso la rete possono rappresentare un potente strumento di richiamo, tale da risollevare le sorti di tante strutture dimenticate, in particolar modo al Sud. Bruno Bisogni
Musei e visitatori. Il sistema-musei è fuori classifica
La Campania è la regione italiana con più visitatori in musei statali, con Pompei al secondo posto dopo il Colosseo. La Reggia di Caserta è al settimo posto e il Museo Archeologico di Napoli al tredicesimo. La Campania annovera quattro siti tra i primi venti musei statali italiani per afflusso di visitatori. Le statistiche sui visitatori sono state pubblicate nel volume "Musei Virtuali" di Francesco Antinucci. Il numero di visitatori dei musei statali italiani è aumentato nel decennio 1996-2005, ma solo poche realtà hanno beneficiato della crescita. Pompei e la Reggia di Caserta sono tra i quattro siti italiani con più di un milione di visitatori.
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