Caro Isella, la tua ampia e risaputa conoscenza dei «supporti storici» inerenti il Palazzo di Brera, da te dettagliatamente messi in luce nell'articolo del Sole di domenica 19 agosto, mi è sembrata di estrema completezza ma non tale da minimamente contrastare la mia proposta volta allo sviluppo e alla creazione del «Polo di Brera». L'ampliamento della Pinacoteca è necessario come lo è quello della Biblioteca: tutto ciò è possibile solo e unicamente se si risolve in modo conveniente il problema dei nuovi spazi per l'Accademia. Tu ritieni invece che il mio programma sia il risultato di «una certa angustia di vedute per carenza degli indispensabili supporti storici»; ti lascio con estrema tranquillità alla tua convinzione. Tengo solo a precisare che quanto da te proposto non è altro che quello che da troppi anni è stato ed è ancora purtroppo in discussione. Ti sono comunque grato di tenere vivo il dibattito: l'impegno civile profuso dalla Soprintendenza, dal Consiglio degli Amici di Brera e da me quale presidente, dovrebbero essere apprezzati e incoraggiati. Troppi anni sono passati in attesa di decisioni da parte degli organi competenti: il risultato è che azioni di rinnovamento e di sviluppo sono state bloccate dando alla città e a tutto il mondo della cultura una ingiusta immagine del complesso museale di Brera e di tutto ciò che vi è contenuto. Se mi affiancherai nell'azione civile che sto intraprendendo ti sarò molto grato e sono certo che una tua più approfondita conoscenza dell'intero scenario del problema Brera, ti consentirebbe di dare al "sogno" una dimensione reale. Cordialmente. Aldo Bassetti