LA SITUAZIONE La Soprintendenza di Pompei a corto di risorse per proseguire gli scavi nel sito di Poggiomarino Un piccone di legno, una capanna ritrovata con le pareti crollate, un telaio e delle figurine di ceramica che rappresentano immagini femminili in forma stilizzata. Sono gli oggetti rinvenuti nel corso dell'ultima campagna di scavi condotta nell'area del Villaggio protostorico di Longola a Poggiomarino, venuto alla luce sette anni fa sulle rive del Sarno. Gli archeologi assicurano che i tesori in attesa di essere scoperti nel sito sono ancora tanti, ma gli scavi sono stati interrotti per mancanza di fondi. Per quest'anno, la Soprintendenza archeologica di Pompei dichiara di poter assicurare solo il funzionamento delle pompe idrovore, senza le quali i resti dell'antico insediamento rischiano di essere sommersi dalle acque del fiume. È sotto una falda idrica profonda cinque metri, infatti, che il Villaggio viene scoperto nel 2000: si tratta dei resti molto ben conservati di un villaggio palafitticolo che presenta tracce di attività umana risalenti a 3.500 anni fa. L'insediamento era abitato dalla popolazione dei Sarrasti, una comunità dedita principalmente al commercio e alla produzione artigianale e di gioielli. Ma è la struttura del Villaggio, vasto più di 7 ettari, a renderlo un sito unico. «Le palafitte ritrovate spiega la responsabile scientifica dello scavo, Claude Albore Livadie sono infatti costruite su isolotti ricavati tra i canali artificiali di un'area paludosa bonificata dagli indigeni». Nel luglio del 2003, il Commissario di Governo per l'emergenza Sarno decreta lo stop delle attività per la costruzione del depuratore, rendendo disponibile l'area per le ricerche archeologiche. Da allora, gli esperti hanno portato alla luce più di mezzo milione di reperti ceramici, di oggetti in bronzo, ambra, ferro, piombo e osso. Le quattro campagne di scavo fino ad oggi sostenute, sono state interamente finanziate dalla Soprintendenza archeologica di Pompei, che ha investito 5,5 milioni. Ma l'ennesimo taglio subito dai Beni culturali con la Finanziaria, ha fatto sentire i suoi effetti sul Villaggio di Poggiomarino: lavori sospesi, in attesa di nuovi stanziamenti, almeno sino alla fine del 2007. Marco Molino