LA RASSEGNA Nel parco di 40 ettari, in mostra i lavori di Stephan Balkenhol, Wim Delvoye e di Marc Quinn Tre scultori contem poranei Stephan Balkenhol, Wim Delvoye, Marc Quinn si confrontano con il passato in uno dei più interessanti siti archeologici dell'Italia meridionale. Un luogo affascinante a tratti quasi magico, il parco archeologico di Scolacium, una distesa di ben 40 ettari di uliveti digradante verso il mare, che conserva tracce di diverse civiltà, da quella greca a quella italica, da quella romana a quella normanna. Dopo l'assidua e puntuale opera di ricerca compiuta dagli esperti e dai manager della Soprintendenza Archeologica e il restauro dei resti di alcune strutture edilizie sia antiche sia più recenti (il sito era divenuto con il passare degli anni una semplice tenuta agricola), condotto con fondi ministeriali, regionali e provinciali, è giunta la decisione fortemente sostenuta dall'assessorato alla Cultura della provincia di Catanzaro (da cui il parco, sito nel comune di Borgia, dista solamente pochi chilometri) di aprire il parco all'arte contemporanea. È nato così Intersezioni, progetto pluriennale curato da Alberto Fiz, avviato nel 2005 con la mostra di tre artisti di fama internazionale, come Tony Cragg, Jan Fabre e Mimmo Paladino, e continuato nel 2006 con uno spettacolare intervento dello scultore inglese Antony Gormley. Il tedesco Stephan Balkenhol ha collocato un'enorme barca di legno di quercia (otto metri di lunghezza e cinque tonnellate di peso) nell'area della Basilica di Santa Maria della Roccella (edificata in epoca normanna e oggi in rovina), trasformandola in un metafisico relitto affiorante dal passato, mentre nel Museo del Frantoio è ospitata una selezione delle sue sculture in legno grossolanamente scolpito realizzate dagli anni 90 ad oggi. L'immaginario visionario di Wim Delvoye ha preso invece corpo nella zona del foro, che l'artista belga ha trasformato con effetto assolutamente spiazzante in un cantiere, collocandovi due caterpillar e un camion alti circa nove metri, strutture di acciaio corten finemente traforate con complessi motivi tardogotici. Infine, Marc Quinn, che nel teatro romano ha ambientato alcune sculture di bronzo patinato nero, carni di animali che affiancano riferimenti a Francis Bacon alla lezione di Rembrandt, e due opere inedite in cemento, la cui iconografia spazia tra fantascienza, mito e storia, mentre nel Museo archeologico alcune sculture in marmo bianco dell'artista inglese dialogano con frammenti di plastica antica in un'intrigante dialettica di riferimenti incrociati, che racchiude il senso dell'intero progetto. Lia De Venere www.provincia.catanzaro.it Sul sito dell'ente calabrese le notizie della mostra e sulle modalità d'accesso al parco archeologico di Scolacium
Esposizioni - Scolacium ospita i contemporanei
Il parco archeologico di Scolacium, situato in Calabria, è stato aperto all'arte contemporanea grazie a un progetto pluriennale curato da Alberto Fiz. Il progetto, chiamato Intersezioni, ha visto la partecipazione di tre artisti internazionali: Stephan Balkenhol, Wim Delvoye e Marc Quinn. I tre artisti hanno creato opere che si ispirano al passato e al presente del sito archeologico. Stephan Balkenhol ha collocato una barca di legno nella Basilica di Santa Maria della Roccella, mentre Wim Delvoye ha trasformato il foro in un cantiere con strutture di acciaio.
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