Chiude al pubblico (e il sospetto è che ciò sia avvenuto per morosità) l'Antica Abellinum, il grande Parco Archeologico simbolo dell'Irpinia, custode delle radici romane del capoluogo avellinese. A comunicare la decisione al primo cittadino Aldo Laurenzano lo stesso Soprintendente ai Beni Archeologici di Avellino, Benevento e Salerno, Angelo Maria Ardovino. Nella missiva, inviata all'attenzione del Ministero dei Beni ed Attività Culturali, alla Prefettura di Avellino, al Comune del Sabato e agli Uffici distaccati di Avellino della Soprintendenza, le motivazione alla base della decisione. A spingere infatti il Soprintendente di Salerno ad emettere ieri il provvedimento di chiusura, l'interruzione della fornitura elettrica (ma non si spiega il motivo) avvenuta lo scorso 27 agosto e segnalata dallo stesso personale che custodisce la più grande area archeologica provinciale per estensione, risalente al I secolo a.C.. Proprio la mancanza di energia elettrica ha nei fatti bloccato tutte le attrezzature presenti nel parco, compreso il sistema di videsorveglianza. Non sussistendo così più le condizioni minime di sicurezza per mantenere il parco aperto al pubblico, il soprintendente Ardovino ha deciso di procedere alla sua chiusura fino a quando non sarà garantita nuovamente la sicurezza dell'area, ai visitatori e agli stessi operatori. Una decisione accolta con sconcerto e preoccupazione dal primo cittadino Aldo Laurenzano, che ha scritto al Ministro Rutelli per manifestare il proprio sconcerto e «viva preoccupazione per il provvedimento adottato che preclude la possibilità di fruire di una emergenza storica ed archeologica di massima importanza per la città di Atripalda, la Provincia e la Regione tutta». Laurenzano chiede, perciò, che venga posto in essere ogni provvedimento utile ad assicurare nel più breve tempo possibile la riapertura dell'importante sito archeologico. «La notizia rappresenta una nota stonata - commenta rammaricato l'assessore Luigi Adamo, delegato alla riqualificazione del Parco Archeologico - anche perché siamo alla vigilia della sistemazione del parco stesso con un progetto importante. Questo segnale va nel segno opposto». La notizia del provvedimento di chiusura viene anche valutata con fermezza dalla Cisl Beni Culturali irpina e dalla la segreteria nazionale che si sono da subito attivate facendo pervenire al Ministero dei Beni Culturali una nota per evidenziare la gravità della situazione, chiedendo al contempo l'annullamento del provvedimento con il quale il Soprintendente ha disposto anche la sospensione del servizio di vigilanza all'interno del sito archeologico, disponendo invece solo quello esterno all'area.