Venezia. Tre mesi di tempo per passare dal progetto preliminare a quello definitivo. Con la Soprintendenza che promette di essere elastica. Sono già al lavoro gli architetti del nuovo Palazzo del cinema e dei congressi - lo studio genovese 51 e Rudy Ricciotti - per trovare una soluzione alle diverse esigenze progettuali emerse. Prima di tutto, in ogni caso, saranno avviati sondaggi e ispezioni nel sottosuolo per capire quali sorprese possano nascondersi sotto le fondamenta del nuovo edificio. Il sindaco Massimo Cacciari ci scherza sopra: «Ci saranno sicuramente vasi etruschi e qualche animale sedimentato della laguna». Battute a parte, saranno solo i carotaggi a stabilire l'entità dei ritrovamenti. «I dati sono contrastanti spiega la soprintendente Renato Codello secondo alcune cartografie dovrebbero esserci resti di una punta di un forte austriaco. Secondo altre fonti, invece, sembra siano andati distrutti quando è stato realizzato il Palazzo del Casinò. Si parla, infatti, di uno sbancamento di dimensioni enormi». Rimangono poi i tunnel che portano alla spiaggia. Non ci dovrebbero quindi essere delle grosse sorprese. Anche se il timore è che un territorio così ricco di storia possa riportare alla luce antiche tracce. Se verranno rinvenuti dei reperti? «Il tutto va pensato rispetto all'obiettivo continua l'architetto Codello se è un muro del Settecento è chiaro che non è un reperto archeologico. Avremo il massimo rispetto ma sarà proporzionato all'importanza di quanto dobbiamo fare». Nel frattempo, si sta lavorando per trovare una soluzione per le sale interrate previste nel progetto originario, in modo tale da soddisfare sia le esigenze operative della Mostra del cinema, sia quelle di uso congressuale ed eventi. Il progetto dovrà comunque mantenere le proprie caratteristiche, ossia quelle di un edificio in grado di dialogare con la natura circostante. Ridotto il budget, da 100 a 77 milioni di euro, l'obiettivo è di salvaguardare l'assoluta identità del progetto nonostante la cospicua sforbiciata. «Questo progetto ricrea un sistema, che è una cittadella del cinema conclude la soprintendente è capace di catalizzare e di riassegnare nuove funzioni al Casinò. È un obiettivo che va al di là del singolo progetto».