PROSPETTIVE Finché la Mostra è in corso non si parla di nomine, dice il ministro Rutelli, ma appena finita... Intanto a Venezia circola il nome di Rampello, uomo nato in Fininvest, come candidato alla presidenza Intanto i mattoni, per gli interpreti umani della prossima scena c'è tempo, dicono. Ma anche per i mattoni del nuovo Palazzo del cinema le scadenze non sono così immediate, se, come sostengono i responsabili nazionali e locali di questa Grande azione parallela, la struttura della Salvezza sarà agibile nel 2011. Intanto si va avanti così che male non va. Ieri mattina hanno convocato una conferenza stampa per ribadire che la storia del nuovo palazzo del cinema non è fumo negli occhi e per spiegare che c'è già un abbozzo di piano finanziario (il progetto architettonico è invece pronto) per sostenerlo. Da sinistra a destra: Massimo Cacciari, sindaco di Venezia e vicepresidente della Biennale, Davide Croff - a una buona distanza -presidente dell'ente culturale, il ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli, il presidente della Regione Veneto, Galan. Niente di diverso da quei tavoli di presidenza lungo i quali, in questi giorni di Mostra, si allineano ritualmente produttori, registi attrici e attori dei film in concorso e no per rispondere alle curiosità e alle sofferte incertezze di noi giornalisti. Solo che questi sono politica, un bene che produciamo noi con i nostri voti e con le nostre tasse. E infatti sono lì per dare risposte, senza esagerare. Per esempio, si sa che il nuovo palazzo costerà una settantina di milioni di euro. È noto che il governo stacca per questo fine un assegno di 20 milioni mentre per gli altri ci stanno pensando Comune, Regione e probabilmente investitori privati. Come si fa a venirne a capo senza limitarsi a «dar aria ai denti»? Dovete seguire la vicenda, prego, anche se può sembrarvi di interesse locale perché è divertente in modo nazionale e i suoi interpreti sono tutti di assoluto livello. Ad un capo dell'isola del Lido c'è uno spazio enorme, in parte edificato e con buona cubatura; lì, fino a qualche tempo fa, si dava da fare un Ospedale al Mare di cui i veneziani dicevano, alternando, un gran bene e un gran male. Azione: l'area passa dalla Ussl alla Regione di Galan che provvede a venderlo al Comune per una quindicina di milioni: è il modo con cui il Veneto fa la sua parte nel marchingegno perché a noi che capiamo niente di questioni e mercato immobiliari il prezzo pare proprio di favore. Una volta nelle mani del Comune, ecco che si passa alla fase due: Cacciari crea le condizioni per rendere appetibile - eccome se lo è - quell' area così sfacciatamente fronte mare e attiva, par di capire, un'asta pubblica alla quale potrebbero partecipare interessi diversi. Ma a quali condizioni? Con quali servitù? Per farne cosa e a chi vendere? Si vedrà, anche se sono questioni sulle quali, se non si procede di gran concerto, possono cadere una mezza dozzina di giunte, ma intanto si sa che ciò che il Comune ricaverà dalla vendita verrà smistato a sostegno della costruzione del nuovo palazzo del Cinema. Cacciari battitore d'asta non ce lo vediamo ma essendo un campione di volano, non si sa mai. Tutti contenti, ciascuno per proprio conto: Rutelli, Galan, Croff, il sindaco di Venezia e il commissario che è stato posto a capo della complessa operazione. Anzi, Rutelli con spirito patrio annuncia che il nuovo palazzo del Lido farà parte del corredo di opere con cui l'Italia saluterà il centocinquantenario dell'unità del paese. Si sta lì sull' orlo della commozione quand' ecco che lo stesso ministro si irrita rispondendo ad una nostra domanda sul futuro immediato dei vertici, in scadenza, della Biennale e della Mostra del Cinema. Per ora, dice con un filo di esasperazione, non intende parlarne perché ci penserà a tempo debito, ma certamente non a Mostra in corso. «Benòn» dicono i veneziani, basta che non si arrabbi con i giornalisti che disturbano i manovratori. Perché, teatro nel teatro, proprio i partecipanti alla conferenza stampa, e cioè le massime autorità manovranti, che ieri hanno lasciato la parola a Rutelli restandosene zitti sull'argomento, fanno la loro parte e con una certa insistenza per accendere la curiosità di quei ficcanaso fuoritempo dei giornalisti. Giusto ieri, la Nuova Venezia titolava: «Per la presidenza della Biennale spunta il nome di Davide Rampello», attuale presidente della Triennale di Milano, nato Fininvest e da sempre caro a Berlusconi. Sarebbe proprio bellissimo che il governo di centrosinistra affidasse la Biennale a un aquilotto berlusconiano: altro che generosità evangelica, qui saremmo dalle parti della santità o dell'indu-cio. Il Gazzettino, altro quotidiano veneziano, titolava contemporaneamente: «Galan e Cacciari, attacco comune a Croff». E non è un titolo pretestuoso: infatti i due amministratori citati chiedono in coro un presidente nuovo che promuova la interdisciplinarietà tra le arti promosse e sviluppate dalla Biennale. Bravi: sotto a chi tocca, basta dire «la faccio io la interdisciplinarietà» tanto poi si vede. Ma forse pensano a un presidente meno manager e più artista, il che però apre porta e finestra a un ruolo inedito nel quale far confluire le competenze e i poteri manageriali estromessi dal ruolo di presidente. Chiediamo scusa a tutti per la nostra insulsa curiosità.
Rutelli: per adesso Croff non si tocca
Il ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli, ha affermato che non si parlerà di nomine per la presidenza della Biennale e della Mostra del Cinema finché la Mostra è in corso. Tuttavia, il nome di Davide Rampello, presidente della Triennale di Milano, è stato sollevato come possibile candidato. I responsabili nazionali e locali della Biennale hanno affermato che la struttura della Salvezza sarà agibile nel 2011. Il nuovo palazzo del cinema a Venezia costerà circa 70 milioni di euro, con il governo che stacca 20 milioni e Comune, Regione e investitori privati che contribuiranno con gli altri 50 milioni.
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