Sono dilettanti allo sbaraglio», sbotta Alberto Vannini della Tua Bologna. «Non si possono affidare responsabilità a degli apprendisti stregoni», incalza Daniele Carella di Forza Italia. «Ora qualcuno deve rispondere politicamente degli sbagli fatti», aggiunge Serafino d'Onofrio del Cantiere. Insomma, sulla giunta governata da Sergio Cofferati piovono pesanti critiche sia dall'opposizione, col centrodestra su tutte le furie, che dalla maggioranza, con l'Altra Sinistra in primo piano, dopo il fermi tutti ai lavori di asfaltatura di un tratto di Strada Maggiore, arrivato dalla direzione regionale del ministero dei Beni culturali. «Nella macchina amministrativa sottolinea Vannini non funziona più niente: eppure certi uffici erano un fiore all'occhiello. E la colpa è del modo di lavorare che caratterizza il sindaco: anziché governare vuole imporre le sue decisioni». Se da un lato Carella carica le colpe del pasticcio in Strada Maggiore sulle spalle degli uffici guidati da Zamboni, «ma non sanno che vanno chieste autorizzazioni?», dall'altro incolpa pure i responsabili della soprintendenza e del ministero. «Sono mesi e mesi nota l'azzurro che si discute dell'asfaltatura e nessuno ha pensato di chiedere chiarimenti o di verificare che fosse tutto in regola. Perché? Troppi punti oscuri». L' Altra sinistra, invece, attacca mettendo in fila una serie di errori di Palazzo d'Accursio, che vanno dalla delibera 'salva collina' bocciata dal Tar all'ordinanza «sbagliata» per lo sgombero di Crash. «Il Comune sottolinea D'Onofrio - deve fare atti di cui noi consiglieri possiamo fidarci, altrimenti qualcuno deve risponderne politicamente. Se sono gli uffici a sbagliare avverte o l'assessore lo dice e prende provvedimenti sui funzionari o ha il coraggio politico di assumersene la responsabilità. Ci sono atti che non vanno e gli assessori che parlano d'altro, mai nessuno che dica che ha sbagliato». «E lui se ne assume le responsabilità?», gli ribatte Paolo Foschini, forzista e vicepresidente del Consiglio comunale. «E' lui, insieme agli altri della sinistra radicale, che tiene in piedi questa maggioranza che era solo una cordata contro Guazzaloca. Chi critica esca». Chiude Maria Cristina Mani dell'Udc: «La superficialità nell'affrontare questi lavori è sintomo grave di un'amministrazione che non rispetta le prescrizioni dettate dal nuovo codice dei Beni culturali cui invece devono soggiacere tutti i cittadini. E' inaccettabile far ricadere pesanti conseguenze sul cittadino e sulla mobilità già così fortemente compromessa».