Presidio davanti il cantiere e annuncio di un nuovo esposto alla Procura Ma ora va atteso il sopralluogo delle Belle Arti per capire cosa accadrà al progetto -------------------------------------------------------------------------------- C'era Italia Nostra e praticamente tutta la sinistra massese che non si riconosce nel partito democratico (Ds e Margherita, per intenderci). C'era Mariella Zoppi, presidente dell'Accademia di Carrara ed ex assessore regionale ma anche la segretaria della Cgil massese. Un presidio ricco per essere a fine agosto quello convocato ieri alle 18 di fronte al cantiere (chiuso) di Borgo Ducale. Un presidio contro il blitz che ha portato all'abbattimento delle antiche segherie prima che arrivasse lo stop della Soprintendenza ai Monumenti. Ma un presidio anche contro la scelta dell'amministrazione Neri di dare il via libera al grosso intervento commercial-residenziale sulla base di un piano regolatore vecchio di 27 anni (è del 1980). A sostenere Italia Nostra c'era Martina Nardi (Rc), Loreno Vivoli (PdCI), Carlo Paolini (Sinistra Democratica), Patrizia Bernieri (Cgil), l'architetto Giorgi. Franco Peselli, es Ds, ha tuonato contro l'intervento da 15mila metri cubi di Borgo Ducale (area via dei Margini), ma anche ricordato i disastri di Riva dei Ronchi. Bruno Giampaoli di Italia Nostra ha annunciato che presenterà un esposto in procura per le segherie abbattute con un blitz in attesa della notifica della sospensione dei lavori voluta il 29 agosto dalla Soprintendenza di Lucca proprio per la necessità di verificare il valore storico delle segherie che si trovano nell'area. «Avevamo appena cominciato a rallegrarci per l'intervento della Sovrintendenza grazie al quale in pochi giorni si sarebbe potuto accertare se la segheria dell'area indicata come Borgo Ducale era veramente di interesse culturale e quindi da tutelare ai sensi del Codice Urbani, che già siamo costretti ancora una volta a denunciare un atto di ignoranza e arroganza». Così esordisce Giampaoli arringando la folla. «Giocando sull'incomprensibile ritardo con cui il Comune di Massa ha intimato alla ditta di sospendere i lavori, quest'ultima ha provveduto sotto gli occhi di decine di persone e di due pattuglie della Polizia e dei Vigili Urbani, a demolire gran parte dell'edificio più interessante, fermata solo dall'intervento dell'ASL in merito alla sicurezza del lavoro, finche solo dopo qualche ora, verso le 18, è giunto il sospirato messo notificatore prima misteriosamente irreperibile. «Non commentiamo il ritardo - continua Giampaoli - che non può non apparire sospetto e verrà anch'esso sottoposto all'attenzione del diudice, ma notiamo che ancora una volta, dopo villa Dramis e Casa Guerra ai Ronchi, si sta procedendo all'eliminazione della memoria storica del nostro territorio, e che questa volta il sindaco Neri non sente nemmeno la necessità di scusarsi come fece l'assessore Fornesi dopo la demolizione di villa Dramis, casa natale di Alessandro Guglielmi (ma le lacrime di coccodrillo ci interessano poco, visto che da allora nulla è stato fatto in termini di catalogazione dei beni storici e culturali da parte del Comune di Massa). «Quel che è certo è che faremo quanto è in nostro potere per evitare che questi gesti apparentemente furbeschi restino impuniti, e quindi provvederemo a specifica denuncia ai sensi dell'art.169 comma 2 del Codice Urbani per l'inosservanza dell'ordine di sospensione dei lavori impartito dal Sovrintendente, chiedendo altresì il ripristino a spese del responsabile; d'altronde l'interesse culturale della segheria ci sembra palese, visto che con la massima fretta si è cercato di abbatterla per creare il fatto compiuto». E ora si aspetta solo il sopralluogo della Soprintendenza. C.B.