«Non ci vedo nulla di strano se una scuola, luogo di cultura per eccellenza, è ospitata nei locali di un palazzo antico e bello. Bisognerebbe preoccuparsi, invece, dei tanti istituti scolastici che si trovano all'interno di moderni casermoni di cemento armato. Quelli sì che rappresentano la morte della cultura, altro che il Malpighi...». L'Onorevole Vittorio Sgarbi non ha dubbi; l'interesse artistico e culturale viene prima di ogni altra cosa, anche della sicurezza, se del caso. «Le nuove leggi europee sulla sicurezza, spiega, perseguono un intento chiaramente lodevole, ma non tengono conto degli interessi e degli elementi artistici presenti nei palazzi sui quali effettuare i lavori; questi palazzi vengono ricoperti così con schifezze di acciaio che li soffocano, e questo è inaccettabile». Sgarbi è inoltre convinto che non sempre modernità voglia dire sicurezza, e viceversa: «La scuola di San Giuliano era nuova di zecca, eppure è crollata; ci sono tanti edifici vecchi di secoli che invece sono solidissimi. Si parla tanto di ammodernamento e non si capisce che con questo pretesto i palazzi antichi e di valore artistico inestimabile vengono letteralmente stuprati da queste nuove strutture che, come dimostrano i fatti, spesso si rilevano tutt'altro che funzionali». «Il problema, prosegue, è di matrice culturale: è opinione comune e diffusa che una struttura vecchia debba essere per forza fatiscente e a rischio crollo, quando invece la statistica ed il buon senso evidenziano come i palazzi antichi siano quelli che resistono di più ai sismi e che vanno a fuoco con maggiore difficoltà.» A sottolineare come il nucleo del problema sia legato essenzialmente alla cultura, Sgarbi precisa anche che «il vero declino della scuola, dell'istruzione e della cultura italiana è cominciato con la sciagurata introduzione dei banchi di formica al posto di quelli in legno; è questa orribile pseudocultura del design e delle luci al neon che ha stuprato la coscienza pubblica ed il territorio, non la mancanza delle scale antincendio. E' di questo, e non certo delle fantomatiche misure di sicurezza, che dovrebbero inorridire i genitori».