NAPOLI. Amareggiato, reagisce all'attacco come un fiume in piena. Il presidente dell'Ente provinciale per il Turismo, Dario Scalabrini, replica duramente alle parole del sovrintendente al Polo museale di Napoli, Nicola Spinosa, che sul "Corriere del Mezzogiorno" ha bollato come fallimentari le politiche regionali per il turismo e la cultura, mettendo nel mirino anche la Festa di Piedigrotta, "riesumata" dopo 25 anni proprio grazie al vertice dell'Ept. «Spinosa è incoerente, perché fino a poco tempo fa era entusiasta della mia idea - afferma Scalabrini - E la sua sortita è quella di un politico, non di un tecnico. Il suo obbiettivo è screditare le istituzioni locali». Presidente, quindi non era Piedigrotta il vero bersaglio del sovrintendente? «Ne sono certo. Pur confermando stima e simpatia per Spinosa, dico che l'acredine manifestata hi queste sue dichiarazioni non era rivolta all'evento da me organizzato, ma alle istituzioni locali, con le quali pure andava molto d'accordo, in tempi non lontani. Conosco bene il sovrintendente, un uomo sanguigno, ma trovo la sua uscita molto incoerente. Nel 2005, quando gli espressi la mia idea di far rinascere la festa di Piedigrotta, lui la accolse entusiasticamente. Al punto che rilanciò col proposito di abbinare all'evento una mostra pittorica da tenere a Villa Pignatelli, dove esporre opere in tema con questa tradizionale festa. Non credo che abbia cambiato opinione, ma si è solo lasciato travolgere da altre motivazioni» Quali motivazioni? «Il suo attacco è dettato da ragioni politiche. Io sono assai dispiaciuto per essere stato tirato dentro una polemica che non mi riguarda affatto. Spinosa ha usato Piedigrotta come uno schermo per mettere alla berlina le istituzioni locali. Bisognerebbe però avere il coraggio di fare nomi e cognomi, senza nascondersi. Non posso pensare che volesse davvero criticare una singola manifestazione, che oltretutto incontrava il suo gradimento, anche per motivi culturali. Il sovrintendente da sempre è contro il vento della globalizzazione in campo artistico, difendendo il valore delle identità locali. Ecco, Piedigrotta esprime proprio queste esigenze identitarie, perché non si tratta, come dice qualche detrattore, "solo di canzonette", ma include eventi collaterali di grande tradizione popolare». Nella sua analisi, Spinosa critica aspramente le ingerenze politiche nella gestione della cultura. Questo non lo condivide? «Io trovo il sovrintendente molto incoerente anche qui. Le ingerenze politiche sono una realtà, ma lui poi cade nello stesso errore che vorrebbe censurare. Bacchettando le politiche del turismo, invade allo stesso tempo il campo delle istituzioni e quello dei tecnici del settore. Io, ad esempio, non mi permetterei mai di giudicare una sua mostra» A molti non va giù la presa di posizione di Spinosa, anche per le recenti polemiche legate ai musei cittadini funzionanti a singhiozzo dorante le ferie del personale, sfociate in accuse al sovrintendente. Lei cosa dice? «Dico che lui dovrebbe imparare a "fare squadra", e darsi "pizzichi sullo stomaco". Quando per 20 anni Spinosa ha tenuto chiuso il museo di Capodimonte a Pasquetta per preservarne i giardini, quando bastava transennarli per evitarne la chiusura, non mi sono mai sognato di sparare a zero su di lui. Proprio perché certe polemiche sono improduttive, senza accompagnarle a proposte».