Cena cospirativa di metà agosto tra Vittorio Sgarbi, l'assessore alla Cultura milanese, e Aldo Bassetti, presidente degli Amici di Brera, nella bella villa di quest'ultimo a Osmate, tra Varese e il Lago Maggiore. Tema: la riorganizzazione del palazzo di Brera, l'ardua convivenza tra Pinacoteca e Accademia, il grave degrado denunciato dal servizio de "L'espresso" (n. 30) di fine luglio. Sgarbi e Bassetti, dopo aver coinvolto Nando Dalla Chiesa, sottosegretario all'Università, intendono promuovere il dialogo fra tre ministeri, Beni culturali, Università e Difesa, per esplorare una opzione nuova, che può risultare gradita anche alla soprintendenza milanese: acquisire a Brera il vicino palazzo Cusani, che con palazzo Citterio formerebbe un triangolo sostitutivo del vecchio progetto Grande Brera abbandonato con il governo Berlusconi. Palazzo Cusani è in mano all'Esercito, quasi sempre chiuso, utilizzato perlopiù come Cìrcolo ufficiali. Bassetti e Sgarbi hanno ottenuto di poterlo visitare a fondo ai primi di settembre (ma i militari promettono resistenza). La denuncia de "L'espresso", ripresa da "II Sole-24 Ore", "Corriere della Sera", "l'Unità", "II Giorno", ha rilanciato l'annosa questione di Brera, «buco nero di Stato nel cuore di Milano».