Sulla riforma del "Codice Urbani", che riguarda il settore del paesaggio, le Regioni dissentono dalla linea che il Ministero per i beni e le attivita' culturali vuole portare avanti, per riaccentrare sullo Stato quasi tutte le competenze. L'assessore regionale della Calabria, Michelangelo Tripodi, il prossimo 3 settembre, rappresentera' il disappunto delle Regioni all'audizione dell'apposita 'Commissione di studio' del Ministero, presieduta dal professore Salvatore Settis. Una decisione approvata all'unanimita' dai rappresentanti regionali, convocati oggi a Roma presso la Delegazione della Regione Calabria dall'assessore Tripodi, coordinatore della Commissione della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome in materia di paesaggio. Gli assessori regionali contestano sia il metodo che l'obiettivo politico voluto dal Ministero. "Il Codice dei beni culturali e del paesaggio venne approvato dopo un percorso concordato con le istituzioni territoriali. Fu trovato, con un continuo confronto, il giusto punto di mediazione sulle funzioni di pianificazione e gestione dei vincoli, sulla semplificazione amministrativa e sul sistema di tutela. Ma dopo l'esperienza del Ministro Urbani -ha sottolineato l'assessore Michelangelo Tripodi- a livello nazionale e' stata invertita la rotta, prima da Buttiglione ed adesso da Rutelli, tornando al centralismo statale". La conflittualita' venne prima riaperta con un decreto di attuazione dell'allora Ministro Rocco Buttiglione, verso cui tutte le Regioni avevano chiesto il ritiro ed alcune, tra cui la Calabria, hanno ricorso alla Corte Costituzionale. Adesso e' Rutelli ad intervenire. "Comunque, il Ministero vuole andare avanti nelle modifiche, per questo ha istituito una 'Commissione di studio', che chiama le istituzioni territoriali ad un'audizione senza prima consegnarci nuove proposte. Insomma - ha sottolineato Tripodi- il metodo non rispecchia la leale collaborazione e sul piano politico si cerca solo di ridurre le competenze delle Regioni, con il mancato impegno governativo per l'attuazione dei principi e degli obiettivi stabiliti dalla Convenzione Europea del Paesaggio. Prima di intervenire sulla materia, le Regioni chiedono di aspettare un po' di tempo per verificare gli effetti delle disposizioni del 'Codice Urbani', in modo da seguire l'iter gia' avviato per il monitoraggio e l'eventuale adeguamento dei piani paesaggistici". Nell'odierna riunione del Cordinamento e' stato approvato un documento che verra' consegnato da Tripodi a Settis. Al Ministero verra' chiesto sia di fornire ufficialmente alle Regioni il testo della proposta di riforma, sia di istituire un 'tavolo' istituzionale di confronto. Inoltre, e' stata proposta una specifica iniziativa sul paesaggio alla Conferenza dei Presidenti delle Regioni e di riunire l'apposita Commissione per predisporre una propria proposta legislativa.
AMBIENTE: REGIONI, SU RIFORMA 'CODICE URBANI' NO A RIACCENTRAMENTO
Il Ministero per i beni e le attivita' culturali vuole portare avanti una riforma del 'Codice Urbani', che riguarda il settore del paesaggio, ma le Regioni dissentono dalla linea proposta. L'assessore regionale della Calabria, Michelangelo Tripodi, ha rappresentato il disappunto delle Regioni all'audizione della Commissione di studio del Ministero. Le Regioni contestano il metodo e l'obiettivo politico del Ministero, che vuole riaccentrare sullo Stato le competenze. Le Regioni chiedono di aspettare un po' di tempo per verificare gli effetti delle disposizioni del 'Codice Urbani' prima di intervenire sulla materia.
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