IL CASO BORGO DUCALE Massa. Polemiche per il ritardo della notifica a Borgo Ducale. Neri: «C'è stato un intoppo burocratico» -------------------------------------------------------------------------------- La soprintendenza aveva ordinato la sospensione dei lavori nell'area dove sorge una antica segheria di marmo, per valutare il valore storico dell'edificio, ma la notifica è arrivata dopo le ruspe, quando ormai la struttura era stata quasi tutta demolita. Lo stop della soprintendenza era arrivato mercoledì in Comune, a seguito delle segnalazioni del capogruppo del Prc in consiglio comunale a Massa, Pierpaolo Marchi e della sezione di Massa-Montignoso di Italia Nostra che avevano chiesto di valutare il valore degli edifici industriali. Il sindaco. «Errore burocratico». Niente notifica, giù la segheria Il Comune non avverte la ditta e le ruspe abbattono l'edificio -------------------------------------------------------------------------------- MASSA. La sospensione dei lavori a Borgo Ducale per la soprintendenza di Lucca era già decisa. La data della notifica, inoltrata al Comune, è 29 agosto (mercoledì) ed è firmata Bruno Santi. Per l'amministrazione quella notifica però era incompleta perché non specificava chi doveva avvisare la ditta che lavorava nel cantiere. E così mentre dagli uffici di Comune e soprintendenza iniziava un balletto estenuante su diritti e doveri, le ruspe tiravano giù quanto più possibile di quegli «edifici industriali di epoca ottocentesca» di cui i tecnici lucchesi dovevano accertare l'autenticità. L'allarme è scattato intorno alle 16, quando un gruppo di cittadini ha avvisato il consigliere di Rifondazione comunista Pier Paolo Marchi che a Borgo Ducale non solo le ruspe non si erano fermate, ma stavano abbattendo anche la parte storica dell'area, stavano tirando giù le segherie. L'avvistamento del mancato stop ai lavori non è stato un caso, anzi. Per la serie fidarsi è bene non fidarsi è meglio, ambientalisti, Verdi e Rifondazione, dopo la loro denuncia, avevano messo in piedi un sistema di vedette per monitorare il cantiere dalla mattina alla sera. Una precauzione che poteva sembrare eccessiva e che invece ha permesso di individuare quello che, secondo Marchic, era un abuso. A quel punto il consigliere di Rc ha tentato di entrare nel cantiere per ricordare lo stop della soprintendenza. Marchi però è stato respinto dagli operai e così è partita la telefonata al 113: «Ho chiamato la polizia perché volevo che venisse rispettata la sospensione», racconta il consigliere. C'è riuscito? No. Gli agenti sono arrivati davanti al cantiere (coperto alla vista di chi passa dalla strada con dei pannelli di compensato) e anche loro hanno dovuto fare i conti con un muro di gomma. Al poliziotto che chiedeva di parlare con un responsabile un muratore ha promesso che sarebbe andato a cercarlo. Erano le 16.30 e un'ora dopo non c'era risposta. Così l'attenzione si è calamitata verso i due agenti municipali che erano in attesa di ordini davanti all'ingresso del cantiere: «Non potete notificare voi l'ordine di sospendere i lavori?», hanno chiesto ambientalisti e politici locali (oltre a Rifondazione, presente pure Marina Nardi, c'era Sinistra democratica con Franco Peselli, e due esponenti dei Verdi Bruno Borghini e Daniele Terzoni). Tra chi gridava di fermare le ruspe pure Brunello Pucci e gli altri esponenti storici di Italia Nostra: Bruno Giampaoli e Carlo Milani. In un primo momento le anime verdi volevano scavalcare la recinzione per fermare gli operai, poi però ha prevalso il buonsenso e Pucci e gli altri si sono limitati a fotografare quello che ritenevano uno scempio. Verso le 18 i vigili urbani hanno avuto il via libera e sono potuti entrare nel cantiere per notificare lo stop ai lavori, anche se la giornata ormai era finita e i muratori erano sotto la doccia. «Sono rimasti intatti alcuni macchinari che si trovano nella parte retrostante la segheria - si rammarica Brunello Pucci -, lo scempio insomma non è stato completato. Quando la soprintendenza aveva detto di fermare tutto avevo parlato di vittoria del buonsenso, adesso devo dire che non tutti hanno capito cos'è il buonsenso».» In serata il cantiere di Borgo ducale è stato visitato anche dagli ispettori della Asl: gli ambientalisti hanno fotografato i muratori al lavoro senza elmetto e senza protezioni. Il progetto di recupero si allontana -------------------------------------------------------------------------------- MASSA. Borgo Ducale, nelle intenzioni dei costruttori sarà un vero e proprio quartiere residenzial-commerciale: un intervento da oltre 20mila metri cubi di nuove costruzioni, il più grande degli ultimi 10-15 anni in centro città. Un progetto definito chiavi in mano: le licenze edilizie sono già state rilasciate dal Comune e già ritirate dai costruttori, tutte le autorizzazioni sono a posto. L'impresa a giugno ha aperto il cantiere e ha dato il via ai lavori. I tempi di realizzazione saranno lunghi: almeno 4-5 anni, si stima, perché prima di costruire, in quella zona, c'è da demolire e bonificare parecchio. E a vedere dai chiari di luna potrebbero allungarsi di parecchio. Via le vecchie segherie. Il progetto riguarda un pezzo di città oggi in degrado. È la zona tra fiume Frigido, viale Puccini, dove si apre un distributore di benzina chiuso da tempo e via Margini, a un tiro di schioppo dal centro. Lì segherie abbandonate, lastre di marmo a pezzi, erbacce e detriti di ogni genere, assieme a due gru carro-ponte abbondantemente arrugginite, formano un paesaggio da archeologia industriale. Tutto verrà abbattuto (nelle intenzioni e soprintendenza permettendo), cancellato, per fare posto a un complesso di edifici di tre-quattro piani disposti a corte, una piazzetta centrale, un parcheggio sotterraneo da un centinaio di posti auto. Quindici negozi a piano terra, appartamenti ai piani superiori - 30 in tutto -, uffici (il progetto ne prevede 8), una banca: questo sarà il nuovo borgo, secondo le idee dei promotori. Ma il mercato (immobiliare) è il mercato, e non è escluso - quindi - che nel quartiere si apra anche un centro della grande distribuzione (Rinascente ha già preso contatti in questo senso con l'impresa costruttrice) e che il rapporto numerico fra uffici e appartamenti venga modificato in base alle offerte e alle opportunità di investimento. L'ingresso principale sarà da viale Puccini (dove oggi c'è il distributore di benzina): si attraverserà un loggiato e si entrerà nella corte circondata da edifici; ci saranno, tuttavia anche altre entrate e il quartiere si svilupperà su due livelli. L'impresa urbanistico-immobiliare è della Borgo Ducale Srl. società formata da una cordata di imprenditori massesi, di cui sono capofila Bruno Rossari, (settore marmo); Giuseppe Morbidi, noto imprenditore edile, la figlia Elena Morbidi, titolare di un'agenzia immobiliare a Marina. L'investimento previsto è di 14-15 milioni di euro per la rimozione dei ruderi che occupano l'area e la costruzione dei nuovi fabbricati. Una delle caratteristiche dell'operazione è che il 10 delle volumetrie, cioè all'incirca 2mila metri cubi verranno dati all'amministrazione comunale, come sconto sul pagamento degli oneri di urbanizzazione. Il Comune si troverà così circa 650 metri quadrati di spazi a disposizione, nella parte nord del comparto, per spostarvi uffici e servizi. L'amministrazione sta ragionando anche sulla possibilità di realizzare la nuova sede dei vigili urbani. Trasferire nel nuovo quartiere il comando della polizia municipale libererebbe l'intero piano terra di palazzo Bourdillon, che potrebbe così essere recuperato per altri usi.
Il Tirreno
31 Agosto 2007
MASSA.No della soprintendenza ma le ruspe non si fermano: Abbattuta la storica segheria
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