Il piano strutturale del comune prevede la possiblità di edificare -------------------------------------------------------------------------------- Dopo anni di discussioni in consiglio comunale, di schermaglie procedurali e di prese di posizione politiche, la questione di Rimigliano è finita in Parlamento: a farsi portavoce dell'interpellanza è stato il segretario nazionale di Rifondazione Comunista Franco Giordano, su segnalazione diretta della sede locale del partito. L'interpellanza ripercorre in breve la storia della zona di Rimigliano fino alla costituzione del Parco nei primi anni Settanta ad opera degli architetti Gazzola e Insolera divenendo una delle prime aree protette della Toscana. «Nel 1996 - recita l'interrogazione - senza un reale coinvolgimento della popolazione, il consiglio comunale di San Vincenzo approvò una variante che individuava per quattro complessi edilizi la modifica della destinazione d'uso da edilizia residenziale a ricettività turistico-alberghiera, avviando in tal modo il processo di smantellamento del processo originario». «Successivamente - si legge sempre nel testo parlamentare - il comune di San Vincenzo, con il Piano Strutturale del 1998, previde in quella zona un carico edilizio pesantissimo con un maxi-albergo di 45.000 metri cubi, una sala congressi di 9.000 metri cubi e con una ricettività turistica di 45.000 metri cubi di recupero di volumetrie esistenti». Rifondazione Comunista ricorda che, dopo la parentesi del fallimento della Parmatour di Callisto Tanzi, proprietaria all'epoca della zona di Rimigliano, la tenuta fu comprata all'asta da una cordata d'imprenditori per soli 23 milioni di euro. L'interpellanza parlamentare prosegue: «Nel frattempo il 3 agosto 2005 il consiglio comunale di San Vincenzo ha approvato una nuova delibera "Avvio del procedimento per una variante al Piano Strutturale" nella quale si mantiene l'attuale carico edilizio e si aggiunge la possibilità di edificare nell'area altri 9.000 metri cubi senza specificare le destinazioni d'uso della nuove volumetrie. A riguardo è intervenuto il presidente della società dei Parchi Val di Cornia che ha evidenziato come la nuova previsione sia soggetta alle stesse logiche del passato e con il rischio di produrre danni ancora peggiori». Il segretario Giordano scrive inoltre: «persino nella fascia a mare si è giunti ad intaccare la protezione con la dichiarazione di non esproprio per otto ettari di prato intorno ai poderi dei Della Gherardesca e, con un progetto del 2006 per la valorizzazione della fascia a mare di Rimigliano approvato dal consiglio comunale, si prevede l'illuminazione notturna per ampi tratti della pineta, l'aumento del numero dei servizi igienici e delle docce sulle dune,la messa in posa di condutture idriche per permettere un enorme aumento dei consumi». Nell'interpellanza si prende atto che anche la Soprintendenza di Pisa ha dichiarato, con nota del 5 ottobre 1998 ribadita successivamente, che qualsiasi nuova edificazione nell'area non è compatibile con l'ambiente. Quindi, per Rifondazione Comunista, non solo si prevedono nuove edificazioni ma si sono gettate le premesse «per una nuova massiccia antropizzazione dell'area con la conseguente rottura dell'equilibrio naturale della zona e la perdita definitiva delle sue caratteristiche». L'interpellanza dell'onorevole Giordano chiede, infine, se i ministri competenti siano a conoscenza della minaccia che grava sull'area di Rimigliano e «se sia intenzione del Governo mettere urgentemente in atto tutte le misure necessarie ad evitare un risultato speculativo e devastante alla "Monticchiello" in un'area di insostituibile valore naturale, storico, ecologico e paesaggistico e se sia nella volontà del Governo agire presso la Regione Toscana perché l'area di Rimigliano, nella sua integrità territoriale e senza nessuna esclusione, sia inserita nell'elenco delle aree protette". Lorenzo Bientinesi
SAN VINCENZO.Rimigliano, il caso in Parlamento. Scatta l'interpellanza di Rc: L'area è a rischio speculazione
L'interpellanza parlamentare di Franco Giordano, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, riguarda la zona di Rimigliano in Toscana, che è stata oggetto di discussioni e controversie per anni. La zona è stata protetta come area naturale nel 1972, ma nel 1996 il consiglio comunale di San Vincenzo ha approvato una variante che ha permesso l'edificazione di complessi turistici. Nel 1998, il comune ha approvato un piano strutturale che prevedeva la costruzione di un albergo di 45.000 metri cubi e altre strutture. La società dei Parchi Val di Cornia ha espresso preoccupazioni sulla nuova previsione, che potrebbe produrre danni ecologici.
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