COMITATO Oggi alle 18 il presidio -------------------------------------------------------------------------------- «La soprintendenza mercoledì aveva inviato l'ordinanza soltanto agli uffici comunali e non alla ditta interessata. Solo oggi (ieri ndr) la soprintendenza ha chiarito, con una seconda comunicazione, che doveva essere il Comune a notificarla alla ditta che sta eseguendo i lavori. Appena ricevuto il chiarimento, gli uffici si sono mossi tempestivamente». Lo dice il sindaco di Massa, Fabrizio Neri, rispondendo alle critiche mosse dagli ambientalisti all'amministrazione comunale. Critiche che comunque potrebbero finire anche in procura, almeno a sentire l'avvocato Dino Del Giudice, esperto di tutela del patrimonio artistico di Massa: «Bisognerà vedere come il Comune riuscirà a dimostrare che la notifica di sospensione della soprintendenza del 29 agosto era incompleta. È ovvio che spetta a chi appalta i lavori, e cioè l'ufficio urbanistica, dire alla ditta di fermarsi. Comunque è un caso che si potrà risolvere davanti a un giudice: non so se a chiederlo sarà la soprintendenza di Lucca oppure le associazioni che stanno difendendo la segheria ma qualcuno lo farà». Se i periti della soprintendenza stabiliranno che l'edificio industriale risale effettivamente all'Ottocento la ditta che lo ha buttato giù dovrà ricostruirlo tale e quale. Come farà è tutto da vedere, visto che alcuni macchinari sono stati danneggiati dalle ruspe. La società che costruisce Borgo ducale, nel caso la segheria non venisse riconosciuta come opera storica, potrebbe chiedere i danni a chi gli ha messo i bastoni tra le ruote. Un contenzioso di non facile soluzione, insomma. In attesa di risvolti giuridici, oggi pomeriggi alle 18 davanti al cantiere di Borgo Ducale Rifondazione comunista, Verdi, Sinistra democratica e Italia nostra saranno protagonisti di un presidio. Davanti ai cancelli si parlerà di piano strutturale e censimento delle opere storiche, due pecche che stanno deupaperando il patrimonio di Massa. Non a caso in questi giorni è stato tirato fuori il precedente di villa Guglielmi, abbattuta senza che nessuno lo sapesse e poi ricostruita (come prevedeva il progetto iniziale). Anche in quel caso le polemiche furono feroci. Era il settembre del 1998 quando le ruspe entrarono in azione squassando la dimora dove aveva alloggiato il grande musicista massese Pier Alessandro Guglielmi. Villa Guglielmi era stata acquistata da poco da un artigiano Appassionati di musica e di storia cittadina si erano rivolti al sindaco per sapere chi aveva autorizzato la demolizione di villa Guglielmi e se la dimora usufruiva dei vincoli della soprintendenza ai beni culturali. Lì però non c'era alcun vincolo.