VENERDÌ, 31 AGOSTO 2007 Pagina VII - Torino Ritenuto uno dei primi esempi di architettura razionalista in Italia, per anni ha ospitato gli uffici finanziari. Un appello La proposta di Nuova Società: "Sia restituito alla città per un museo dedicato al Novecento" Progettato nel 1928 da Pagano Pogatschnig morto a Mauthausen e Gino Levi Montalcini ------------------------------- Era stato progettato nel 1928 per il finanziere-mecenate dagli architetti Giuseppe Pagano Pogatschnig, che poi sarebbe morto nel lager nazista di Mauthausen, e Gino Levi Montalcini. Ritenuto uno dei primi esempi di architettura razionalista in Italia, giustamente citato già allepoca (da Domus e Casabella) tra le opere più importanti di quel periodo, e rimasto integro a tuttoggi anche negli arredi, ledificio, che a lungo ha ospitato gli Uffici finanziari, rientra però tra quelli che il Comune di Torino ha deciso di vendere per «fare cassa», ovvero per questioni di bilancio. Corre pertanto il fondato rischio di essere alterato in qualche modo dai futuri acquirenti privati, dato che il palazzo, come sottolinea Agostino Magnaghi, docente alla facoltà di Architettura di Torino, «è il risultato di un progetto integrale nel quale ogni cosa doveva essere prevista e studiata in quanto parte dellinsieme, non solo limpianto distributivo ma anche i materiali, i colori, i pavimenti, le luci, gli arredi, loggettistica in genere, sono stati studiati con la stessa cura e dovizia di particolari». A denunciare il pericolo dello stravolgimento di uno dei palazzi maggiormente significativi del Novecento torinese, nonché italiano, sono lo stesso Magnaghi e il consigliere comunale indipendente dellUlivo Giulio Cesare Rattazzi, autori di un ampio servizio pubblicato nellultimo numero del periodico Nuova Società, in edicola a fine settimana. Il giornale diretto da Diego Novelli lancia pertanto un appello affinché Palazzo Gualino venga stralciato dai beni immobili comunali da alienare, e sia restituito alla città destinandolo a un uso di interesse pubblico: potrebbe essere la sede, per esempio, di un museo dedicato al Novecento torinese, declinato intanto nelle sue espressioni architettoniche e di arti decorative, di design, ma pure attraverso figure di spicco nella cultura quali Riccardo Gualino e Carlo Mollino. «Non si tratta - scrive Rattazzi - di sensibilità sentimentalistica, ma rispetto culturale. Tenendo anche presente che lalienazione di certi edifici è soggetta ai vincoli previsti dal Codice dei Beni culturali e del Paesaggio emesso nel 2004 e necessita quindi dellautorizzazione del ministero dei Beni culturali». Palazzo Gualino, aggiunge Magnaghi, «è il progetto più difficile e complesso che Pagano e Levi Montalcini abbiano affrontato ed è anche lunico che ancora rimane a dimostrazione di una logica compositiva ormai desueta, ma che ancora dovrebbe essere presa come esempio per i nuovi architetti in formazione». In sostanza, conclude larchitetto, «le motivazioni adottate dal Comune a sostegno del fatto che gli immobili da alienare sarebbero sottoutilizzati o in grave condizione di degrado, non giustificano la vendita incondizionata, ed è bizzarro che mentre si parla di spazi in eccedenza si riparli anche della costruzione di ipotetici grattacieli con ingenti spese a carico della collettività».
"Salvate Palazzo Gualino". Il Comune vende, ledificio rischia di essere stravolto
Il Comune di Torino ha deciso di vendere Palazzo Gualino, un edificio progettato nel 1928 da Pagano Pogatschnig e Gino Levi Montalcini, per questioni di bilancio. L'edificio, considerato uno dei primi esempi di architettura razionalista in Italia, è stato utilizzato come sede degli Uffici finanziari per anni. Un gruppo di cittadini, tra cui l'architetto Agostino Magnaghi e il consigliere comunale Giulio Cesare Rattazzi, hanno lanciato un appello per restituire il palazzo alla città e destinarlo a un uso di interesse pubblico, come un museo dedicato al Novecento torinese.
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