Bologna Rimettete le pietre». La replica: «Lì deve passare il Civis. Le autorizzazioni ci sono» Alla fine l'incidente in Strada Maggiore c'è stato, anche se metaforico. L'asfaltatura appena concluso dal Comune nell'ultimo tratto della via simbolo del centro storico viene contestato come «abusivo» e «perseguibile penalmente » dalla direzione regionale del ministero per i Beni Culturali, che intima a palazzo d'Accursio di ripristinare la pavimentazione originale in granito. Accusa pesante, a cui il Comune replica rivendicando il parere favorevole incassato dalla Sovrintendenza di Bologna. Il problema allora sarebbero piuttosto «le contraddizioni» tra l'ufficio provinciale e quello regionale: ecco perché l'ordinanza è «incomprensibile» oltre che«fuori tempo». Un colpo di scena, in qualche modo preannunciato però dalla polemica nata appena l'assessore alla Mobilità e ai Lavori pubblici Maurizio Zamboni aveva annunciato la sostituzione del lastricato con l'asfalto. Zamboni aveva portato ragioni di sicurezza, visto che i lastroni sconnessi o scivolosi provocano spesso incidenti agli scooter («Che poi chiedono i danni a noi»). Quindi economiche: tra un anno lì arriverà il cantiere del tram su gomma Civis, inutile allora investire adesso nel restauro dei basoli, come fatto invece in via Castiglione, visto che bisognerà comunque lavorarci su una seconda volta. Il Civis infatti è in marcia: il 16 settembre si apriranno i primi sette cantieri al capolinea di S.Lazzaro. La sovrintendenza regionale però è netta: quell'intervento «non è mai stato autorizzato da noi, nessuno ci ha mai sottoposto il progetto » assicura l'architetto Paola Mazzitelli. Non è solo questione burocratica: Mazzitelli dice di avere verificato sul posto che i lastroni venivano rimossi «senza alcuna cura. Significa stravolgere un manto stradale, non fare manutenzione ». E qui starebbe il punto: al Comune la direttrice contesta un'«ingenuità, forse non ha ritenuto di dover chiedere l'autorizzazione per lavori di "manutenzione ordinaria". Ma questo tipo di intervento rappresenta una demolizione». E certo non sarebbe stato avvallato. Mazzitelli ha già fatto partire una denuncia «e una comunicazione arriverà anche alla Procura». Il cantiere, aperto da lunedì scorso nel tratto da via Fondazza a porta Maggiore, avrebbe dovuto chiudere oggi. Ora tutto è sospeso: il Comune fa sapere di avere subito ottemperato alla richiesta di blocco. Ma anche di avere «contemporaneamente chiesto la sua riapertura ». E contrattacca: l'asfalto in Strada Maggiore altro non è che l'avvio del progetto del Civis, «presentato nella primavera del 2006alla Sovrintendenza di Bologna da cui ha ottenuto parere istruttorio di massima favorevole, che la stessa Sovrintendenza di Bologna ha inviato a quella regionale ». E sempre l'ufficio di Bologna ha dato nel novembre 2006 «il parere favorevole al progetto di manutenzione delle pavimentazioni storiche ricomprese nella cerchia del Mille». Un «contrasto di orientamento evidente» tra le due strutture, «quel che non si comprende è perché a sopportarne i costi devono essere Comune e cittadini». La querelle alimenta subito il dibattito politico. Milena Naldi (Sd) sull'asfalto in centro chiede un passo indietro e «un progetto complessivo», l'occhettiano Serafino D'Onofrio che «se c'è stato un errore qualcuno paghi» mentre il capogruppo dei civici Alberto Vannini attacca: «L'amministrazione va allo sbaraglio».
Bologna. Stop all'asfalto in Strada Maggiore. La Soprintendenza regionale al Comune: Avete eseguito i lavori senza permesso
Il Comune di Bologna è stato intimato dal ministero per i Beni Culturali di ripristinare la pavimentazione originale in granito di Strada Maggiore, contestando l'asfaltatura appena conclusa. Il Comune replica affermando di aver ottenuto il parere favorevole della Sovrintendenza di Bologna. Tuttavia, la Sovrintendenza regionale ha dichiarato che l'intervento non è mai stato autorizzato. L'architetto Paola Mazzitelli ha affermato che i lastroni venivano rimossi senza cura, stravolgendo un manto stradale. Il Comune ha subito un blocco, ma ha chiesto la sua riapertura.
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