VERONA Arsenale, si cambia. L'amministrazione di Flavio Tosi intende mettere il suo marchio sulla riqualificazione dell'edificio, a due passi da Castelvecchio, che ormai da parecchi anni impegna la matita del celebre architetto inglese David Chipperfield, vincitore del concorso promosso a suo tempo dall'amministrazione Sironi. «Il nostro progetto sarà più snello e meno costoso di quello approvato dall'amministrazione Zanotto - afferma l'assessore comunale ai Lavori Pubblici Vittorio Di Dio, Alleanza Nazionale - e sarà pensato per sfruttare al massimo le potenzialità economiche della città». IL VECCHIO PROGETTO II masterplan approvato a suo tempo dalla giunta Zanotto (era il marzo del 2006) per i 65mila metri quadri dell'ex arsenale austriaco comprendeva la nuova sede del Museo di Storia Naturale, una sezione della galleria di Castelvecchio due nuove palazzine dalle linee ultramoderne in vetro e acciaio, una zona ludica per i più piccoli (la «Città dei Bambini»), un grande parcheggio interrato da 500 posti auto, oltre ad una zona per bar, ristoranti e negozi. L'intera riqualificazione sarebbe costata all'incirca 90 milioni di euro. REVISIONE Sono poche le destinazioni che sopravvivono alle prime ipotesi di revisione dell'amministrazione Tosi, che per i ritocchi si affiderà ancora a Chipperfield. Spariscono le palazzine moderne, il museo di storia naturale prende la strada di Verona Sud, nell'ala ovest si studia una nuova sede per la sede della Fondazione Arena (con uffici, un museo della lirica, ma anche uno spazio per le prove dell'orchestra), la parte Nord potrebbe essere affidata alla gestione dell'Ente Fiera per promuovere le sue manifestazioni più importanti, dalla Fiera Cavalli al Vinitaly. «Il nostro progetto costerà meno, un totale di 73 milioni di euro - assicura l'assessore Di Dio - che saranno inseriti nel piano triennale delle opere. Già nel 2008 contiamo di procedere con i primi interventi, anche se il nostro intento è di intervenire per stralci». LA FIERANelle intenzioni dell'assessore (già direttore delle relazioni esterne e istituzionali di VeronaFiere), la prima area da cui partire è proprio quella che potrebbe essere gestita dalla Fiera. Negli ampi padiglioni dell'ala a Nord, la meglio conservata dell'ex arsenale austriaco, potrebbe trovare posto una esposizione della collezione di carrozze storielle della Fiera di Verona («seconda solo a quella di Città del Vaticano», sottolinea Di Dio) e una grande enoteca o Wine Bar. «Sarebbe un modo per rafforzare il marchio della Fiera Cavalli da una parte e del Vinitaly dall'altra - sostiene Di Dio - Penso che la Fiera sia interessata, visto che lavora costantemente per implementare il proprio business, in stretta sinergia con il Comune». L'ARENA Altra grossa novità è l'idea di trasferire all'Arsenale la sede della Fondazione Arena. Nell'ala ovest, 11mila metri quadri, dove sono già iniziate le demolizioni negli ultimi mesi dell'amministrazione Zanotto, troverebbero spazio gli uffici dell'ex ente lirico, ma rispunta anche l'idea di un museo della lirica, oltre ad una sala per le prove. Per un museo che arriva, un altro potrebbe andarsene prima di arrivare: quello di Storia Naturale, oggi nella sede dei palazzi Pompei e Gobetti, rispettivamente in lungadige Porta Vittoria e corso Cavour. «L'intero ragionamento sulla sua collocazione si sta spostando su Verona Sud», precisa Di Dio. Ovvero, verso le nuove progettazioni all'ex mercato ortufratticolo e agli ex magazzini generali. PARCHEGGI Nessun cambiamento sul parcheggio: resta, come da progetto, la struttura a tre piani interrata da 500 posti auto già affidata per la re-alizzazione alla Saba Italia (un'opera da 12 milioni di euro che sarà realizzata in Project financing, ovvero con investimento totalmente privato). Anche la destinazione a «Città dei Bambini» nell'ala est non viene messa in discussione anche se, precisa l'assessore, «alcuni padiglioni destinati alla demolizione potrebbero essere invece restaurati e venduti alla Fondazione Cariverona. Al centro dell'arsenale, troverà posto un grande parco. «Quella dell'Arsenale è un'area importantissima - dice Di Dio - non ci possiamo permettere di non sfruttarla in tutte le sue potenzialità».