PALERMO, 29. La decisione del Tar della Sicilia di autorizzare le trivellazioni nella Val di Noto (Siracusa) da parte della società petrolifera statunitense (texana) Panther Oil in un'area dichiarata dall'Unesco «patrimonio culturale» sta suscitando polemiche e provocato interventi sia del Governo regionale sia di quello nazionale. In particolare il presidente della Regione Sicilia Salvatore Cuffaro ha ammonito i responsabili della Panther Oil per l'Italia a «non dare il via ai lavori» anche perché, «in ogni caso a settembre, il Governo regionale presenterà all'Assemblea siciliana un provvedimento per chiudere definitivamente la questione». È accaduto in sostanza che il Tribunale amministrativo siciliano, accogliendo il ricorso della Panther Oil, ha di fatto consentito la realizzazione del pozzo di esplorazione di «Eureka Est», bocciandone invece un altro, «Gallo Sud 1». Il ricorso della «Panther» era stato presentato dopo clic l'assessorato regionale al Territorio aveva ritenuto necessaria per l'avvio del progetto la procedura cosiddetta Via (Valutazione d'impatto ambientale), una richiesta che sarebbe però stata fatta alla società dopo che era già trascorso il periodo del silenzio-assenso previsto dalla legge. E l'assessore regionale al Territorio, Rossana Interlandi, ha così commentato: «La decisione del Tar non cambia di una virgola la scelta politica sulla Val di Noto che è unica e irreversibile e cioè, stop alle trivellazioni. Adotterò tutti gli atti in grado di garantire una volta per tutte che le trivellazioni non siano mai effettuate». E contro le trivellazioni si è schierato tra i primi anche il sindaco di Noto, Corrado Valvo: «Continueremo la nostra battaglia giudiziaria e politica ma soprattutto mediatica. Noto merita attenzione». A livello nazionale è intervenuto per il Governo il ministro per l'Ambiente Pe-coraro Scarno: «Ogni trivellazione in Val di Noto non sarebbe solo inconcepibile da un punto di vista ambientale e di rispetto dei territorio ma anche illegittima. La direzione generale del ministero ha già ricordato alla Regione Sicilia che ogni intervento in quella zona, che comprende varie aree Zps e Sic (Zone di protezione speciale Siti di interesse comunitario) necessiti di una valutazione d'incidenza ossia di un atto che dimostri la compatibilità delle opere con la caratterizzazione naturalistica dell'area».