Quale nell'arzana de' Viniziani bolle d'inverno la tenace pece...». Scrivendo questi versi, padre Dante non poteva mai immaginare quali dispute si sarebbero svolte intorno agli arsenali delle antiche città marinare nell'anno di grazia 2003. Cominciamo da Genova: a sorpresa, un articolo della Finanziaria prevede di installare nei cantieri Ansaldo un nuovo «Istituto Italiano di Tecnologia» (già definito dal«Corriere della Sera» «il Mit dei poveri»), dedicato alla ricerca scientifica e tecnologica. Al ministero dell'Università e della ricerca giurano che non ne sapevano niente, e lasciano intendere che si tratta di una pensata di Tremonti. In effetti, il nuovo Istituto (che avrebbe la stessa identica sigla, Iit, dell'Indian institute of technology) sembra un doppione del Cnr, che, come dicono al ministero dell'Istruzione, Università e ricerca, è in via di ristrutturazione e rilancio. Ma ci sono i cantieri da riusare, qualcosa bisogna pur metterci... Un Mit dei poveri? Mica tanto, visto che la Finanziaria prevede un miliardo di euro da spendervi nei prossimi dieci anni: quanto basta non certo per creare un nuovo Mit, che ha un bilancio annuo dieci volte superiore, ma per far gridare allo scandalo i direttori degli istituti Cnr e i rettori delle università, a cui avevano appena spiegato che per la ricerca non c'è un euro, che devono stringere la cinghia. Zero per tutti gli altri, e un miliardo a Genova? Viva gli arsenali! Altra repubblica marinara, altra storia. Gli arsenali medicei di Pisa sono pronti da anni ad accogliere il nuovo museo delle navi romane (il più sensazionale rinvenimento di scafi antichi mai effettuato, e per giunta in un 'area interrata del porto antico di Pisa, il che rende gli scavi molto più facili). Ma nulla accade. Gli arsenali sono gestiti da una soprintendenza,gli scavi da un'altra, la Regione Toscana reclama tutto per sé, comune e provincia si danno da fare con siti e progetti di musei virtuali, il restauro delle navi procede a passo di lumaca, si parla di una fondazione che non decolla, di milioni di euro non spesi. Ma la storia più "italiana" è a Venezia. Nello spazio straordinario degli Arsenali c'è ora la Biennale; c'è, e ci vuoi restare in modo più o meno organico e permanente. Ma in concorrenza con questo ci sono altri progetti: c'è chi si dice sicuro che agli Arsenali andrà un 'espansione del Museo Navale, chi ipotizza un nuovo Museo della città, da gestirsi in società fra Comune e Soprintendenza, chi parla di un'area mostre tutta del Comune, chi immagina che il nuovo inquilino degli Arsenali sarà un 'istituzione universitaria, chi infine giura che il Consiglio nazionale delle ricerche sta per insediarvi una gigantesca cittadella delle tecnologie dei beni culturali, con qualcosa come mille addetti, che vi verrebbero trasferiti da istituti Cnr di tutta Italia. Gli Arsenali di Venezia sono belli e sono immensi, ma ci staranno tutte queste cose insieme? E se no, chi vincerà in questa gara un po ' sorda, tutta dietro le quinte, in questa guerra non dichiarata?